Il ritorno di El Nino

Martedì 24 Novembre 2009 16:38
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Un satellite dellaNasa ha "ripreso" quelle che possono essere considerate le improntedel ritorno di un nuovo evento di El Nino. Il satellite OSTM/Jason-2 (OceanSurface Topography Mission) ha rilevato, infatti, una lunga fascia di acque piùcalde della norma distendersi lungo l'Oceano Pacifico, una specie di lunga ondanota come "onda Kelvin", che si distende quasi per intero da est adovest dell'Oceano. La fascia d'acqua in questione, che si estende tra i cento e i centosettanta gradi di longitudine ovest, risulta essere anche più alta della quotanormale della superficie marina. Tali condizioni sono state rilevate durante iprimi 10 giorni di novembre dal satellite della Nasa.
 
Le aree colorate in rosso e in bianco indicano cheil livello del mare è più alto di dieci - diciotto cmrispetto alla media. A fare da contraltare, ci sono altre aree del Pacificodove il livello del mare risulta dagli otto ai quindici centimetri inferiore al valore medio. Là dove il mare risulta più alto è segno che letemperature sono più elevate della media, perché l'aumento di temperatura le faespandere, tant'è che il valore, rilevato nelle ultime settimane, è di circa 2°centigradi superiori alla media. Dove le temperature sono più fredde invece, laquota inferiore del livello marino indica una contrattura della superficiedell'acqua.
 
El Nino è una condizione particolare dell'OceanoPacifico che si manifesta naturalmente ad intervalli che possono andare dai due ai sette anni. Il suo arrivo ètemuto dai più, anche se in particolari condizioni e limitate aree viene vistocome un fenomeno positivo. Generalmente infatti, apporta piogge violentissimelungo le coste dell'America meridionale e siccità disastrose inAustralia e nell'Asia orientale. Esso determina una riduzione del pesce marinolungo le coste che generalmente sono più pescosequando l'acqua è più fredda e ricca d'ossigeno. El Nino inoltre, proprio perchériscalda una grande area del più vasto oceano del pianeta, ha un'influenzaglobale sul clima, tant'è che quando arrivò il più intenso episodio di El Ninoregistrato in tempi storici, tra il 1997 e 1998, si ebbe l'anno più caldo in cui si misurano le temperature terrestri, che fu proprio il 1998. 
 
Quest'anno è benvisto da chi abita nel nord America occidentale, dove il fenomeno dovrebbe apportare neve durante l'inverno e piogge durante la prossima primavera, condizioni che dovrebbero alleviare una lunga siccità che interessa tutta la fascia occidentale degli Stati Uniti. Tuttavia, non è da escludere che l'inverno che deve arrivare e la successiva primavera possano essere notevolmente più caldi delle medie decennali.
 
Elena Saccomanni 

 

 


 

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