RISCALDAMENTO DELL'ARTICO : PROBLEMA MONDIALE

Lunedì 02 Novembre 2009 19:03 Francesca Toccacielo
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Il WWF sta mettendo a punto un nuovo dossier, un modello di trattato sul clima in vista dell’incontro Mondiale a Copenaghen- per offrire un piano in grado di garantire il taglio di emissioni necessario, con il fine di non compromettere definitivamente l’esistenza dell’Artico.“Dobbiamo porre grande attenzione ai segnali climatici di riscaldamento, per intraprendere azioni a Copenaghen in dicembre capaci di limitare in maniera veloce ed efficace le emissione di gas serra”- afferma James Leape, direttore generale del WWF internazionale, nel corso della terza conferenza stampa internazionale sul clima di presentazione del Dossier a Ginevra.

La prima fase di tale accordo, detto Protocollo di Kyoto, si concluderà fra 3 anni, a dicembre 2012. I negoziati di Copenaghen dovrebbero portare all’approvazione di un insieme di regole vincolanti per l’azione contro i cambiamenti climatici a partire dal 2013.  Tale schema deve prevedere – a parere del WWF –  tagli alle emissioni più rapidi e più incisivi nei paesi industrializzati e finanziamenti ai paesi in via di sviluppo che altrimenti  non avrebbero mezzi per contrastare gli impatti del cambiamento climatico.

Quello che i più accreditati nomi della scienza del clima dicono in questo dossier è semplice: i fenomeni di fusione dei ghiacci dell’Artico influenzeranno la circolazione atmosferica  e i fenomeni meteorologici, arrecando non un mero problema locale, ma di livello planetario; in pratica se non riusciremo a mantenere costanti le fredde temperature, tipiche dell’habitat polare, tutto il Mondo sarà bersagliato da conseguenze devastanti. In questi termini, potranno modificarsi le temperature e i regimi delle piogge in Europa e nel nord America, con impatti sull’agricoltura, sulle foreste e sulle riserve idriche. Il suolo, in seguito a ciò, immagazzinerà una quantità di carbonio due volte superiore a quella trattenuta in atmosfera, rilasciando sempre più anidride carbonica e metano nell’aria, dei gas ad effetto serra particolarmente potenti.

Nel dossier si parla anche in merito alla crescita dei livelli dei mari a livello globale, come conseguenza della riduzione dei ghiacci della Groenlandia e dell’Antartide occidentale – valutazione mai fatta prima – : tale innalzamento potrebbe essere di oltre un metro entro il 2010. Le conseguenti inondazioni sulle regioni costiere interesserà più di un quarto della popolazione mondiale. Lo studio del WWF ci dice abbastanza chiaramente che è urgente e necessario tenere sotto controllo le emissioni di gas serra. Se consentiamo un ulteriore aumento delle temperature in Artico, sarà complicato contenere gli effetti negativi

.Francesca Toccacielo.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 02 Novembre 2009 19:25 )