CORSA CONTRO LA CATASTROFE CLIMATICA

Lunedì 02 Novembre 2009 17:53 Francesca Toccacielo
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Il mondo ha solo 5 anni per dare il via alla nuova rivoluzione industriale a basse emissioni di carbonio. La scadenza, per rientrare negli obiettivi di mercato, è prevista per il  2014.

L’obiettivo finale di questo rinnovamento sarà il mantenimento del riscaldamento globale entro i 2 ° C. La buona notizia è che questa rivoluzione è possibile e che i benefici a lungo termine saranno enormi, come mostrato dal WWF nel rapporto mondiale “Climate Solutions; tirerà le fila di questo progetto la società Climate Risk, che da tempo lavora intorno al legame tra le variazioni ambientali e la programmazione economica. Il piano di fondo di tale iniziativa sarà un’immediata variazione di rotta verso una nuova economia a basso contenuto di carbonio, per mezzo di un’azione contemporanea sulle emissioni di gas serra in tutti i campi, con misure di mercato standard per l’efficienza energetica e per l’abolizione dei sussidi perversi nell’utilizzo di combustibili fossili.

Per metter in pratica tutti questi propositi, l’industria dovrà crescere di circa il 20 % ogni anno per diversi decenni. La trasformazione richiederà, nel tempo, una crescita in tutti i settori chiave della produzione : l’energia pulita e rinnovabile, la cattura e lo stoccaggio del carbonio, l’agricoltura a basse emissioni e la gestione forestale sostenibile; un piano di livello globale, quindi, perché fare affidamento su un unico meccanismo comporterebbe l'impossibilità di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni. I modelli contenuti nel rapporto mostrano come poter mantenere tali tassi economici di crescita.

“E’ chiaro che questa sarà la più rapida rivoluzione industriale della storia umana”- ha detto Mariagrazia Midolla, responsabile del settore energetico e climatico del WWF- “ ma occorre agire a 360 gradi : i responsabili mostrano che possiamo vincere la lotta contro il cambiamento climatico, trasformando contemporaneamente tutti i settori delle nostre economie, creando ambiti di investimenti a lungo termine che non cercano ritorni immediati e concentrandoci sui settori industriali chiave. Le industrie che si adegueranno in ritardo, dovranno poi crescere molto più velocemente e saranno colpite più duramente da vincoli delle risorse disponibili, del lavoro e delle competenze. Oggi su venti industrie solo tre stanno compiendo il passaggio alla nuova economia a una velocità sufficiente”.

Il rapporto rivolge, quindi, un appello concreto e urgente ai leader del pianeta, in vista della Conferenza sul Clima di Copenhagen. La finestra di opportunità per affrontare il cambiamento climatico si sta rapidamente chiudendo.

A differenza del carbone, il vento, il mare e il sole costeranno sempre quanto costano L’oggi, il domani e il futuro- prossimo o più distante- possono essere la base per un mondo più pulito, in cui le riserve energetiche saranno più sicure e nel quale avremo maggiori possibilità di prevenire cambiamenti climatici catastrofici che potrebbero minacciare le nostre città, le nostre riserve di cibo e l’ambiente naturale da cui da sempre dipendiamo.

Francesca Toccacielo.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 02 Novembre 2009 18:05 )