"Il tonno rosso è arrivato al limite del collasso a causa di anni di pesca eccessiva e pirata. Gli scienziati stimano che le catture totali del tonno rosso sono circa il doppio di quelle legali e il quadruplo di quanto lo stock è oggi in grado di sostenere.
Questo collasso porterà a un’ulteriore contrazione nel settore della pesca - che solo in Italia dal 2000 al 2006 ha già perso oltre 15.500 posti di lavoro - e avrà impatti anche sugli ecosistemi del Mediterraneo e su tutti noi.
Se si vuole dare a questa specie una possibilità di recupero, la Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tonni in Atlantico (l’Iccat), che si riunirà a Marrakech dal 17 al 24 novembre, dovrà decidere la chiusura immediata della pesca al tonno rosso del Mediterraneo e adottare adeguate misure di gestione.
I Paesi con le peggiori performance nella protezione dello stock del tonno rosso dalla pesca pirata sono l’Italia, la Francia e la Spagna. Perciò se c’è qualcuno a cui bisogna chiedere di bloccare la pesca pirata, sono i Ministri della Pesca di questi Paesi: Luca Zaia, Michel Barnier ed Elena Espinosa."
La lettera si conclude con un invito a inoltrare una petizione ai tre ministri sunnominati. Invito il lettore o la lettrice alla riflessione sui problemi a lungo termine posti dall'abuso delle risorse naturali.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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