L'Earth Overshoot Day

Lunedì 22 Settembre 2008 12:46 Rezarta Selam Eminaj
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23 settembre 2008. Domani sarà l'Earth Overshoot Day, il giorno della bancarotta ecologica. La data è stata calcolata dal Global Footprint Network, l'associazione che misura l'impronta ecologica, cioè il segno che ognuno di noi lascia sul pianeta prelevando ciò di cui ha bisogno per vivere ed eliminando ciò che non gli serve più, i rifiuti. Da domani, avremo tutti consumato il nostro capitale biologico, accumulato per oltre tre miliardi di anni di evoluzione della vita.Da domani il reddito annuale a nostra disposizione finisce e dovremo chiedere un prestito al futuro, togliendo risorse vitali ai nostri figli e nipoti. Quella del 23 settembre non è una scadenza fissa. Per millenni l'impatto dell'umanità, a livello globale, è stato trascurabile: un numero irrilevante rispetto all'azione prodotta dagli eventi naturali che hanno modellato il pianeta. Con la crescita della popolazione (il Novecento è cominciato con 1,6 miliardi di esseri umani e si è concluso con 6 miliardi di esseri umani) e con la crescita dei consumi (quelli energetici sono aumentati di 16 volte durante il secolo scorso) il quadro è cambiato in tempi che, dal punto di vista della storia geologica, rappresentano una frazione di secondo.
Nel 1961 metà della Terra era sufficiente per soddisfare le nostre necessità. Il primo anno in cui l'umanità ha utilizzato più risorse di quelle offerte dalla biocapacità del pianeta è stato il 1986, ma quella volta il cartellino rosso si alzò il 31 dicembre: il danno era ancora moderato..Nel 1995 la fase del sovra consumo aveva già mangiato più di un mese di calendario: a partire dal 21 novembre la quantità di legname, fibre, animali, verdure divorati andava oltre la capacità degli ecosistemi di rigenerarsi; il prelievo cominciava a divorare il capitale a disposizione, in un circuito vizioso che riduce gli utili a disposizione e costringe ad anticipare sempre più il momento del debito. Nel 2005 l'Earth Overshoot Day è caduto il 2 ottobre, e quest'anno il 23 settembre.Ora possiamo cercare soltanto di limitare I danni,e aspettare di vedere quello che il futuro ci riserva, sperando che I film di Spilberg sulla selezione naturale non diventino realtà e confidando nella ricerca.
Selam Eminaj Rezarta - DEApress

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