Oliviero Beha, l'Italia che gira

Domenica 01 Luglio 2012 20:36 Marco Ranaldi
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Si sa che Oliviero Beha le cose sui mali affari italiani non le ha mai  mandate a dire. Fortuna nostra, sfortuna di chi teme il confronto e la critica. Oggi però siamo in un punto in cui, dopo anni di berlusconismo invadente, anche le critiche servono a poco e questo ci fa sentire anestetizzati da tutta una serie di mala gestione della cosa pubblica. E' uscito da poco per Chiarelettere Il culo e lo stivale una disamina molto arrabbiata delle cose del nostro paese degli anni berlusconiani. Il titolo sa tanto d'antan, di fascismo dagli stivali puliti e giustamente, Beha ci tiene a sottolineare l'etimologia dei due termini, ovvero culo: dal latino culus (forse prima dal greco koilos, vuoto, concavoo dal sanscrito cushi, buco): buco, cavità. Stivale: dal latino stipa abbreviativo di stipula, stoppia, ma anche stelo, fusto, gambo, gamba e poi stia o stiva. In seguito dal provenzale estival o dall'olandese stevel, estive (calzatura) estiva, gamba. Bene è chiarissimo dove vuole arrivare Beha,  a segnare con la suola sulla superfice morbida e cava del corpo tutto quello che dovrebbe essere distanza dal sudiciume politico e sociale. Nei capitoli di cui si compone il volume, Beha è implacabile, parla dei famosi vizi italiani e delle oramai rare virtù. Il  bello è che mentre si legge, il sangue pulsa forte, la pressione s'abbassa e il giramento generale è forte: sarà per questo che Battiato ha vergato la presentazione al volume, per tutti quei balli in tondo che appartengono a quelle culture del vivere  slunato che cercano almeno a  far scorrere quel sangue con placido sentire del mondo che gira intorno.

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