Scontri a La Paz. Morales in esilio in Messico

Martedì 12 Novembre 2019 11:56 Monica Mazzoni
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Dopo tre settimane di scontri violenti, Evo Morales si è dimesso dal ruolo di presidente della Bolivia. Assieme a lui si sono dimessi anche il suo vice Álvaro García Linera e i presidenti dei due rami del parlamento boliviano. L’ex Presidente è giunto in Messico dove gli è stato concesso asilo politico.

In questo frangente la popolazione si è chiusa nelle proprie case e per le strade si susseguono scontri tra l’esercito e militanti delle fazioni in conflitto. Edifici, automobili e bus sono stati incendiati; negozi e supermercati saccheggiati.

La comunità internazionale parla di un “colpo di stato”.

“Parto per il Messico” ha scritto Morales in un tweet “fa male lasciare il paese per motivi politici ma tornerò presto con più forza ed energia”.

Il comandante dell’esercito ha annunciato operazioni congiunte con la polizia per “fermare” le azioni dei “vandali”.

Tecnicamente le dimissioni di Morales saranno effettive solo quando verranno ratificate dal Parlamento, il quale però non riesce a raggiungere la sede del Parlamento a causa degli scontri e dei tafferugli in strada.

Morales si è scagliato contro i suoi due oppositori, Carlos Mesa e Luis Fernando Camacho, chiedendo loro “di assumersi la responsabilità di pacificare il paese e garantire la stabilità politica e la convivenza pacifica del nostro popolo” Per poi definirli su twitter “cospiratori, razzisti e golpisti”.

Russia, Messico, Uruguay, Venezuela e Cuba definiscono “colpo di stato” l’obbligo di rinuncia imposto a Morales con il ruolo determinante dell’esercito. Onu, Unione Europea e Cina lanciano appelli al rispetto della Costituzione.

 

Fonte: La Repubblica articolo dell'11.11.2019

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 13 Novembre 2019 12:01 )