Letteratura e movimento curdo nel XX sec. di Mirella Galletti

Domenica 10 Novembre 2019 12:27 Silvana Grippi
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Mirella Galletti, Letteratura e movimento culturale curdo nel XX secolo

All'inizio di questo secolo escono i primi giornali e riviste curdi. Spesso sono bilingui. La loro influenza è capitale per lo stringato dibattito culturale. Costituiscono una miniera preziosa di informazioni su lingua, folclore, costumi e storia del popolo curdo.

“Kurdistan”, il primo giornale curdo, esce nel 1898 al Cairo in curdo e turco. Appartiene alla famiglia dei Bedir Khan. La pubblicazione ha molte peripezie e viene trasferita a Ginevra, Folkstone, Londra. I numeri della rivista sono stati raccolti da Kernal Fu'ad che ne ha curato la pubblicazione (VIII, B, Kernal Fu'ad, 1972).

Fino al 1919 si contano sette riviste curde, di cui quattro pubblicate a Istanbul. La maggior parte in curdo e turco.

La fine della prima guerra mondiale provoca profonde ripercussioni nel movimento culturale curdo. Si accentua la repressione contro la lingua curda, che sotto l'impero ottomano era usata liberamente, come tutti gli idiomi parlati dalla miriade dei popoli inclusi nei confini dell'impero. Nella Turchia di Atatürk viene proibito l'uso della lingua curda.

Il centro intellettuale si sposta da Istanbul a Baghdad che rimane sino ad oggi il centro più importante, ma non l'unico, della cultura curda. Oltre una trentina di giornali e periodici vengono alla luce. L'epicentro è l'Iraq, dove le pubblicazioni si espandono da due città: Baghdad e soprattutto Sulaimaniya, sede del nazionalismo curdo. Anche a Damasco e Beirut compaiono significative riviste, per iniziativa dei fratelli Bedir Khan. In Iran i centri dell'editoria curda sono Tehran e Mahabad; in Unione Sovietica Erevan.

La prosa si è sviluppata grazie ai contatti con le letterature straniere. Tra gli scrittori emerge Ereb Semo (1896-1978) che nel 1935 pubblica Sívane kurd (il pastore curdo). Vi descrive la vita del pastore e delle tribù nomadi, ormai in via di estinzione. Il romanzo è stato tradotto in molte lingue.

Le pubblicazioni dei poeti classici, la traduzione dei resoconti di viaggio, gli studi scientifici hanno permesso l'ampliamento delle possibilità espressive. Si sono intensificate le ricerche storiche che gettano nuova luce sulla storia e sulla letteratura. Nel 1931 Mihemed Emin Zeki (1880-1948) pubblica in sorani la sua opera fondamentale Compendio della storia dei curdi e del Kurdistan dalle origini ai nostri giorni. Nel 1929-31 Huseyn Husni Mukriani (1886-1947) dà alle stampe La storia degli emirati crudi. Per la critica letteraria rappresentano una pietra miliare gli studi di Ali al-Din Sijjadi e di Maruf Khaznadar. Nel 1952 Sijjadi pubblica in sorani la Storia della letteratura curda.

Negli ultimi decenni alcuni eminenti curdologi di origine irachena si sono formati in Unione Sovietica, soprattutto presso la cattedra di curdo all' "Istituto per i popoli dell'Asia" a Leningrado, e presso I' "Istituto pedagogico d'Armenia" a Erevan.

Il maggiore storico curdo è Kamal Mazhar Ahmad che nel 1977 ha pubblicato una poderosa analisi su “Il Kurdistan negli anni della prima guerra mondiale ”.

Maruf Khaznadar è stato a lungo collaboratore dell'eminente curdologo sovietico K. Kurdoev. Negli anni '70 è stato preside del dipartimento di lingua e letteratura curda presso la facoltà di lettere dell'università di Baghdad. Nel 1967 ha pubblicato a Mosca il “Saggio sulla storia della letteratura curda contemporanea ”, in russo. Le sue numerose opere in curdo e arabo prendono soprattutto in esame i singoli poeti, oppure sono raccolte di poesia e novellistica curda, o traduzioni dal russo.

I poeti mistici del secolo precedente cedono il passo ad autori romantici che trattano anche le problematiche civili e sociali, come il tormentato Bekes (Faiq Abdallah) (1905-48). Emergono nuove tendenze che coinvolgono i poeti curdi di Siria, Iraq, Urss. Cambiando i temi, si modifica anche la fattura del verso. La prosodia tradizionale, che si rifà alla poesia persiana o araba, fa posto a versi sillabici e liberi. Nella poesia lirica si cantano l'amore e la famiglia, la natura e le sue bellezze, il lavoro e la vita quotidiana. Un suo esponente è Piremerd "il vecchio" (18631950) pseudonimo di Haci Tewfiq.

Nella poesia impegnata, aperta al sociale, viene sollecitato il rinnovamento della società. Si criticano gli abusi e, soprattutto tra i poeti sovietici, i temi dominanti sono la liberazione della donna, l'affrancamento dalle credenze e pratiche religiose, sfruttamento dei feudatari. Questa poesia realistica annovera tra i suoi massimi esponenti Coran (Abdallah Suleyman) (1904-62) che rinnova la poesia. Propugna i versi liberi. Sostiene la necessità di attuare radicali riforme sociali che rappresentano l'unica soluzione per permettere al popolo curdo di risollevarsi. Questo impegno gli varrà il carcere.

La poesia patriottica esprime l'amore per la patria, il culto del Kurdistan. E' l'erede diretta del genere epico, della poesia di Ehmed Khani, Nali, Hagi, Qader Koyi, Cigerwin (Sexmus Hesen) (1903-84), originario della Siria, incita i curdi a lottare contro la miseria e l'ignoranza.

Anche altri poeti descrivono la situazione miserabile del popolo curdo e sollecitano sia la liberazione nazionale sia riforme strutturali. Hejar, il cui vero nome è Abd ar-Rahman Serefqandî, nato nel 1920 presso Bokan in Iran. Si mise in luce all'epoca della repubblica curda di Mahabad nel 1946.

Compendia in una celebre poesia il tumultuoso patriottismo del popolo curdo (Il, Lussu, 1967:275).

Vagabondo

Son vagabondo in casa mia che sia in Arabia in Persia o in Turchia.

Ch'io sia ben vestito e potente
o misero e pezzente
ch'io abiti una casa altissima
o un buco sotto le macerie
ch'io segga sul banco dei dotti
o vada mendicando per via
ch'io sia libero felice ricco o ch'io stia
incatenato per la gola nell'angolo di un carcere

Sono curdo e per i curdi e il Kurdistan
son pronto a dare la mia vita
curdo vivrò curdo morirò
in curdo risponderò dalla tomba
come curdo ancora rivivrò
e nell'altra vita ancora
per i curdi combatterò.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 11 Novembre 2019 10:07 )