People for sale - persone in vendita nel Mediterraneo

Lunedì 20 Novembre 2017 10:44 Leonardo Marinelli
Stampa

salvagente.jpg

Un salvagente per il Mediterraneo - Foto di Silvana Grippi

 

"People for sale", tradotto: "persone in vendita", così si intitola un documento, consegnato alle autorità libiche e redatto da una reporter della CNN e dai suoi collaboratori. Da altri giornalisti è stata denuncia la vendita all'asta di alcuni migranti ripescati nel Mediterraneo in terra libica. Tale pratica, della cui esistenza ci dà conferma anche un supervisore del centro di detenzione, non è una novità; ma la giornalista questa volta ha le prove. 

Si tratta di un video girato su un cellulare, che ritrae la vendita di due ragazzi nigeriani di cui il "commerciante" parla come esemplari forti, adatti ai lavori pesanti, reclamizzati come animali per meglio piazzarli sul mercato. Come se non bastasse, la stessa giornalista è riuscita a documentare in diretta un'altra di queste aste, avvenuta durante la notte in un edificio nella periferia della capitale libica.

In parte responsabile di tutto ciò anche l'UE ed in primis l'Italia. L'Alto commissario ONU per i diritti umani, Zaid Raad Al Hussein, descrive come disumana la politica dell'Unione Europea di assistenza alle autorità libiche che consiste, di fatto, nell'intercettare i migranti nel Mediterraneo riconsegnandoli alla Guardia costiera libica.
"La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità", dice lo stesso Alto commissario, soprattutto alla luce delle testimonianze degli osservatori dell'ONU che in Libia hanno visto solo abusi e maltrattamenti. Uomini, donne e bambini ammassati a migliaia dentro capannoni senza servizi igenici, malnutriti ed in condizioni di salute estremamente precarie.
La dura condanna delle Nazioni Unite riguarda anche e soprattutto l'Italia e le modalità di intervento delle politiche di accoglienza del governo Gentiloni e del ministro degli Interni Marco Minniti. Considerando che tali politiche furono discusse ad avallate in occasione di un vertice svoltosi a Parigi tra Italia, Spagna, Germania e Francia, pare che l'UE abbia fatto poco o nulla per ridurre tali abusi, anzi autorizzandoli tacitamente, apparentemente incapace di distrubuire equamente gli arrivi dei profughi; ed è a dir poco illogico ritenere che a pensarci saranno le autorità libiche, divise tra "signori della guerra" e mercanti di uomini, condannando di fatto gran parte dei migranti più sfortunati ad una detenzione forzata, arbitraria e disumana.
L'ONU ha prontamente chiesto alle autorità libiche di cessare tali violazioni dei diritti umani, apparentemente senza successo, soprattutto se l'Unione Europea e, in particolare, i paesi più vicini al Mediterraneo, continueranno a tentare di ridimensionare il problema.

Le autorità di Tripoli, dopo aver ricevuto il suddetto documento, hanno promesso l'avviamento di un'indagine a riguardo.

Fonte: Il Manifesto  

Share

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 23 Novembre 2017 11:17 )