Miliziani dello Stato Islamico hanno demolito l'antico tempio di Baalshamin, risalente a circa duemila anni fa e situato nell'area archeologica dell'antica città si Palmira, in Siria. Secondo quanto dichiarato all'agenzia France-Presse dal direttore dei musei siriani Maamoin Abdelkarim, il sito sarebbe stato distrutto il 23 agosto mediante l'utilizzo di grandi quantità di esplosivi.
La notizia arriva a pochi dalla decapitazione pubblica dell'ex direttore del sito archeologico, l'ottantunenne Khaled al Asaad, avvenuta il 18 agosto scorso. Lo studioso e archeologo era noto per essere riuscito a salvare centinaia di antiche sculture dalla furia iconoclasta dell'Isis, nascondendole in un luogo sicuro.
Da quando l'Isis ha conquistato la città di Tadmur dove sorge Palmira, lo scorso 20 maggio, questa si è trasformata nel palcoscenico ideale per le più atroci efferatezze. Il tempio di Baalshamin risaliva a circa duemila anni fa e, assieme al teatro romano dell'antica città siriana, era uno dei monumenti più importanti del sito archeologico, patrimonio dell'umanità Unesco noto con il nome di Perla nel deserto.
L'Unesco non ha esitato a definire l'episodio un «crimine di guerra», in quanto si tratta di «un'immensa perdita per il popolo siriano e per il resto dell'umanità».
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
