Sospeso il decreto di Trump contro le città santuario

Giovedì 27 Aprile 2017 16:20 Stefania Parmigiano
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Il provvedimento del 25 aprile di William H. Orrick, giudice della Corte federale di San Francisco, accoglie il ricorso presentato dall'amministrazione della città e sospende il decreto del presidente Trump che bloccava i finanziamenti federali alle "città santuario", ritenendolo a rischio anticostituzionalità poiché "solo il Congresso ha il potere di imporre una simile condizione", la quale violerebbe la Costituzione privando le giurisdizioni locali di fondi assegnati dal Congresso stesso. Il giudice ha stabilito che il presidente è andato oltre il suo potere.

Le città santuario, come abbiamo visto qui, effettuano una resistenza passiva alle politiche coercitive degli USA verso immigrati irregolari residenti non segnalando lo status di immigrato, favorendo un'inclusione il più possibile serena e collaborativa senza agitare lo spettro della deportazione e della divisione delle famiglie. Il 27 marzo scorso l'amministrazione Trump, a fronte del rifiuto di collaborazione delle città, attraverso il procuratore generale Jeff Sessions aveva formalmente decretato che le città santuario che avessero insistito in questa politica di accoglienza, si sarebbero visti trattenere o cancellare alcuni fondi federali da parte del Dipartimento di Giustizia, addirittura avrebbe potuto essere richiesta la restituzione di fondi già erogati.
Una nota della Casa Bianca annuncia il ricorso alla Corte Suprema contro il provvedimento del giudice ritenendolo "Un ulteriore esempio di vergognoso eccesso di un singolo giudice non eletto". Il capo dello staffReince Priebus ha definito la Corte che ha bloccato il decreto "il Nono Circuito delle banane", avendo questa già rifiutato di ripristinare il Muslin Ban di Trump nel mese di febbraio, dopo che un giudice di tribunale di Seattle ha emesso un blocco nazionale sull'ordine esecutivo.


Intanto il piano per la costruzione del muro, promesso da Trump in campagna elettorale sul confine con il Messico, subisce un'altra battuta di arresto: ha dichiarato di non avere fondi per la sua esecuzione ("colpa" del Messico che si rifiuta di accollarsene le spese), ma che sarà indefettibilmente costruito entro la fine del suo mandato.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 27 Aprile 2017 16:31 )