Le carceri turche si svuotano per far posto agli oppositori di Erdogan, tra cui i responsabili (o presunti tali) del tentato golpe del mese scorso.
Dopo che alcuni militari hanno tentato di prendere il potere verso metà luglio il governo non deve nemmeno più fingere di rispettare parametri democratici: fuori 38 mila detenuti, dentro 35 mila arrestati nell'ambito della repressione post-golpe (che ha colpito non solo i militari ma qualunque oppositore politico del presidente, dalla sinistra turca ai curdi).
Secondo il ministro della Giustizia non si tratterebbe di un'amnestia quanto di un rilascio condizionato e non riguarderebbe le persone condannate per i reati di omicidio, violenza domestica, abusi sessuali o reati contro lo Stato. Il decreto è stato approvato ieri grazie anche allo stato di emergenza alla quale è stato sottoposto il paese.
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