L'Architettura Mediterranea

Mercoledì 04 Gennaio 2017 14:27 Alberto Di Cintio
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Di_Cintio2.jpg Una giornata di studio e riflessioni - Dicembre 2016 - 

 Patrocinio Università degli Studi Firenze  

 Forum/Convegno - Mostra video e fotografia "Mediterraneo. Quale pace? 

  Verso e attraverso: le sponde uniscono ciò che il mare unisce e separa"  

 A cura di: Associazione D.E.A. onlus -  Centro Studi - Archivio DEApress 

 SDIAF(Sistema Documentario Integrato dell'Area Fiorentina) 

Accademia Toscana di Scienze e Lettere "la Colombaria"

Alberto Di Cintio - Dipartimento Architettura  - Università di Firenze 

 

ARCHITETTURA MEDITERRANEA

 Trattiamo quindi di casa nostra, una casa certo allargata fisicamente ai confini dei territori bagnati dal mare nostrum, ma che visivamente e soprattutto culturalmente s’immerge totalmente nei fenomeni sociali, economici, politici del mondo globale. Abbiamo provato, come sempre usando brani, spezzoni, metafore, dialoghi possibili e impossibili fra spazio e tempo, a tentare di raccontare con tutti i mezzi della comunicazione visiva e gli incontri diretti la complessità della progettazione e costruzione dell’ambiente costruito nel nostro bacino fisico di riferimento, già di per se stesso culla di una ricchezza culturale incredibile. Ma anche di povertà e contraddizioni non meno significative e non solo negli aspetti abitativi ed architettonici. 

Noi lavoriamo così: visione, analisi, riflessione, valutazione, dei fatti, della storia, dei fenomeni. Annodiamo  i fili della memoria e dei sentimenti. Srotoliamo racconti per episodi, flash o dissertazioni. Stimoliamo le cellule della ragione ma andiamo a toccare anche le corde delle sensibilità più nascoste. Per questo l’immersione nel Mediterraneo è stata felice e  produttiva, ricca e piacevole. Perché è la nostra placenta culturale naturale, ci è facile nuotare in un ambito che per quanto sia variegato e disarticolato ci appare sempre genius loci immediatamente riconoscibile a tutti i sensi, e sui sensi appunto noi lavoriamo. 

Mediterraneo, architettura, arte, casa, vivere, cultura, movimenti…… Già movimenti, perché il 2011 ha segnato una straordinaria stagione di cambiamenti, rivoluzioni, stravolgimenti, ma soprattutto un vento impetuoso di liberazione ha attraversato tutti gli stati nordafricani creando le condizioni per l’affermazione di nuovi processi democratici, ma anche l’aprirsi di nuove tensioni e contraddizioni che anche nell’odierno convegno sono state ben raccontate rappresentate. 

Anche in questa edizione abbiamo trattato di sostenibilità, nell’abitare, nel vivere, nel con/vivere. Ci porgeva il soggetto, su un piatto di varie leghe, la ricerca accademica. Ci è piaciuto subito questo tema, era quasi scontato approfondirlo un anno dopo la sofisticata sfida tra filosofi ed architetti del 10° MEDIARC.  E poi tuffarci nel mediterraneo soprattutto, su tutto, per tutto. A casa nostra! Più o meno, molto meno purtroppo, sostenibile. La ricerca ci dice che occorre una svolta verso la sostenibilità nei nuovi processi abitativi nel nostro bacino territoriale. E’ su questo che stanno lavorando università, istituzioni, comunità.

Se l’architettura e l’edilizia degli ultimi decenni hanno evidenziato inadeguatezze preoccupanti sotto il profilo della salubrità fisica e sociale, il compito che tocca ora all’architettura del nuovo millennio in tutto il Mediterraneo, sia nelle parti più economicamente sviluppate che nelle situazioni di maggiore difficoltà economica e sociale, è la riqualificazione dell’ambiente, la rivalutazione dei piccoli centri storici, il risanamento delle periferie, il risparmio energetico. In concreto si deve guardare ad un vero e proprio “sistema” che non deve privilegiare solo gli aspetti estetici  e formali dell’architettura, ma preoccuparsi altresì del risparmio delle risorse ambientali e soprattutto del benessere psicofisico degli utenti. Tale impostazione è diventata ormai una necessità viste le trasformazioni sociali ed organizzative in atto che stanno determinando la diversificazioni delle utenze e cambiando il modo stesso di abitare. Ecco perché si è sviluppata una nuova etica più attenta alla qualità abitativa, in cui i concetti di risparmio energetico, di compatibilità biologica e sostenibilità ambientale stanno assumendo sempre una maggior rilevanza. Ci troviamo dunque di fronte a una vera e propria sfida del terzo millennio che deve essere pienamente combattuta per un successo che vuol dire salvezza del pianeta. 

Il mediterraneo e l'architettura, due concetti che non possono essere separati.  

Nel mare dove si affacciano tre  continenti e tre religioni, le linee degli edifici, delle piazze, delle chiese, dei musei, delle case e delle scuole  racchiudono antiche identità, poesia, storia, arte. Il passato è conosciuto, il futuro si cerca di tracciarlo, considerando nuovi vocaboli: sostenibilità ambientale, cambiamenti climatici, incremento demografico, utilizzo delle risorse. Ma anche socialità, rispetto, convivialità, termini cardine della cultura mediterranea. 

E’ su questo che anche il Festival ha dato il suo contributo convinto. Si siamo convinti che occorra questa svolta epocale, ce lo hanno detto le immagini, le testimonianze, i racconti, che abbiamo proiettato e mostrato, da tutte le parti del mediterraneo, delle nuove stagioni di progresso, crescita della qualità della vita, della convivenza e dell’abitare nel giusto equilibrio con le risorse della Terra. 

Poi per quanto riguarda i video e i filmati proiettati sono stati divisi in tre sezioni: i Luoghi, le Azioni, il Viaggio; un percorso ragionato per evidenziare le varie esperienze all’interno della tematica principale e attraversando paesi, culture, tecniche, società, della mediterraneità. Un mix dinamico e colorato, un affresco ricco di suggestioni culturali e visive ma anche di indicazioni progettuali e di ricerca architettonica tra cui segnaliamo fra gli altri: 

- il documentario prodotto da Rai Educational “Estremi Urbani-Gerusalemme” di D. Distilo, tra cyberspazio e realtà quotidiana, una finestra sugli spazi conflittuali della città Santa, per capire cosa significhi pianificare e costruire in un luogo complesso diviso tra territori contesi e spazi sacri. 

- il video “Abitare nel Mediterraneo” di E. Gasbarroni, un viaggio alla ricerca di nuovi modelli del costruire coniugando risparmio energetico, il clima mite  del mediterraneo, il design e  la cultura. Fra Atene, Tenerife, Siviglia, Firenze e Lucca.

 “Savorengo Ker”, di F. Boni e G. de Finis,  il videoracconto di un progetto sperimentale di costruzione partecipata realizzato nell’ex campo rom Casilino 900. La costruzione dell’abitazione di 70mq è volta a dimostrare come esistano reali soluzioni all’emergenza abitativa che non siano i container abitativi previsti dalle amministrazioni. È la storia di un’idea semplice e coraggiosa, divenuta il simbolo di emancipazione di una comunità emarginata. Il progetto è stato ospitato alla Biennale di Architettura di Venezia, ma a Roma, dove la casa è stata costruita e presentata, ha incontrato solo ostilità e inutili polemiche. Ora quella casa non c’è più.

 - “Libia 1938”, prodotto da Museo Nazionale di Antropologia ed Etnologia, un reportage di viaggio e di studio del famoso antropologo delll’Università di Firenze Prof. Paolo Graziosi. Girato in Libia nel 1938, documenta vita, costumi e insediamenti di villaggi tipici del nord africa. Materiale quindi di straordinario interesse per capire e approfondire le basi di partenza della complessa evoluzione strutturale di quel territorio.

 - “Tunisia, una nuova stagione”, di S. Grippi e F. Dari,  presentazione in prima assoluta di un video realizzato per Mediarc, che indaga sui nuovi modelli costruttivi per edifici pubblici e privati in Tunisia, con immagini inedite a in alcuni casi sorprendenti.

 - “Creating design in North Africa: A’ quatre mains plus”, di S. Fomasi e G. Lotti, il video presenta i risultati del progetto finanziato dai Ministeri degli Esteri e delle Attività Produttive, finalizzato a definire sinergie produttive fra le due rive del Mediterraneo, che si è concretizzato in un workshop che ha coinvolto le due Scuole del Corso di laurea in Disegno industriale Firenze e dell’ Institut Des Beaux Arts de Tetouan Marocco, in collaborazione con due ONG marocchine.

 - e infine il video che proietterò subito dopo “Movie design” di Luca Renzo, il video descrive il viaggio e poi le attività di un campo di lavoro ONG nella città di Chefchaouen

 in Marocco. Le immagini raccontano il viaggio, il paesaggio incontrato, fino ad arrivare all’interno della vita quotidiana marocchina. La città si presenta con le sue strutture architettoniche tipiche dell’arte araba con le evidenti influenze andaluse, dovute alla storia di dominazione del paese.

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 04 Gennaio 2017 14:52 )