Berta Caceres - morte annunciata

Venerdì 04 Marzo 2016 16:00 Stefania Parmigiano
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L’ambientalista honduregna Berta Cáceres è stata uccisa da due uomini armati che si sono introdotti in casa durante la notte, sparandole mentre dormiva.

La leader indigena del popolo Lenca e coordinatrice del Consiglio dei popoli indigeni dell’Honduras (COPINH)  era da oltre vent’anni impegnata nella lotta per la difesa dei diritti della sua etnia e per proteggere le terre del suo Paese dalla deforestazione e dallo sfruttamento da parte di multinazionali. Aveva condotto una battaglia pacifica contro la realizzazione di una centrale idroelettrica che avrebbe devastato il territorio, costringendo la multinazionale a rinunciare. Il progetto era stato autorizzato dal governo senza tenere conto del diritto all’autodeterminazione dei popoli indigeni, contravvenendo alla Convenzione del 1989, che obbliga gli Stati a garantire meccanismi deputati ad evitare azioni che abbiano l’effetto di privare i popoli indigeni della loro identità o delle loro terre e risorse.

Per questo era considerata scomoda dal suo stesso governo, che l’ha più volte arrestata con l’accusa di terrorismo, benchè la Commissione dei diritti umani avesse ordinato al governo neoliberista di Juan Orlando Hernandez di garantire la sua sicurezza. Aveva in più occasioni denunciato le minacce, e di recente, durante una marcia del COPINH a Rio Blanco, Berta e gli altri attivisti erano stati caricati dall’esercito, arrestati e ancora minacciati. Ma non si sono mai arresi, fino all’epilogo.

Nel 2015 l’attivista era stata insignita del Goldman Environmental Prize, il più importante riconoscimento per gli attivisti di tutto il mondo che si dedicano alla salvaguardia dell’ambiente.

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