Di Ivan De Stefano
Settima economia del mondo, il Brasile si conferma una potenza economica in continua ascesa, malgrado nel biennio appena concluso i tassi di crescita abbiano risentito di un sensibile rallentamento rispetto alla performance degli anni precedenti (3%, nel 2013 e solo 0,1% nel 2014). Il debito pubblico lordo pari al 62,4% del PIL a fine marzo 2015; un rassicurante livello di riserve internazionali, pari a circa 370 miliardi USD; un mercato del lavoro che ha raggiunto il livello di piena occupazione e con un bonus demografico ancora in attivo. Inoltre, sul piano dell'interscambio commerciale, persiste la forte dipendenza brasiliana dall'export di materie prime, che ammonta, considerato anche i semi manufatti, a circa il 60% del valore totale delle esportazioni. Per quanto riguarda l'interscambio con l'Italia, nel 2014 le esportazioni dal Brasile sono state di oltre 4 miliardi USD, mentre le importazioni sono arrivate a 6 miliardi USD. Si conferma per il 2015 il forte interesse degli investitori internazionali verso il Brasile, che rimane ai primi posti quale meta internazionale degli investimenti diretti esteri. A tal proposito abbiamo posto alcune domande a S.E. L' Ambasciatore Ricardo Neiva Tavares per darci alcune delucidazioni economiche e culturali dello splendido paese che rappresenta in Italia.
1) S.E. Da quanto tempo è in Italia e le piace il nostro paese?
Ho assunto l'incarico di Ambasciatore del Brasile in Italia circa 2 anni e mezzo fa, dopo aver trascorso quasi cinque anni a Bruxelles come Ambasciatore presso l'Unione Europea. L'Italia è un paese affascinante, che ha forti legami umani, culturali ed economici con il Brasile. È una grande soddisfazione essere Ambasciatore del Brasile a Roma, una delle più belle capitali del mondo, dove abbiamo la nostra più bella Ambasciata.
2) Quali punti di contatto culturali ci sono tra le due nazioni?
Attualmente, ci sono oltre 30 milioni di brasiliani di origine italiana. Sono discendenti dei milioni di italiani che sono immigrati in Brasile tra la seconda metà dell'Ottocento e la metà del XX secolo e che hanno notevolmente contribuito allo sviluppo culturale ed economico del paese. Tra i grandi paesi emergenti, il Brasile è sicuramente quello che ha più forti legami culturali con l'Italia, sia per la grande presenza italiana in Brasile, sia per le caratteristiche che accomunano entrambi i popoli, come gioia e creatività.
3) Può parlarci della situazione attuale degli scambi commerciali tra il suo paese e l'Italia?
Il settore del commercio e degli investimenti risulta essere una delle aree più concentrate nel rapporto Brasile-Italia. La tradizionale presenza di aziende di origine italiana nel settore produttivo brasiliano ha visto un nuovo slancio negli ultimi anni, con rinnovato interesse per le opportunità che l'economia brasiliana offre.
Nel 2014, l'Italia è stato il 9º principale partner commerciale del Brasile, e il 2º nell'ambito dell'Unione Europea, in base alle statistiche italiane. Dal 2008 al 2014, l'interscambio commerciale bilaterale è cresciuto del 10% circa, passando da 9,38 miliardi di dollari a 10,33 miliardi.
La previsione di una riduzione del flusso commerciale tra i due paesi quest'anno non deve essere interpretata come il raffreddamento delle relazioni commerciali, ma come risultato di un processo di adeguamento strutturale nelle dinamiche dell'economia globale, segnalando che c'è ancora un grande potenziale da sfruttare in questo settore.
Sottolineo, infine, che, negli ultimi anni, la presenza di filiali di stabilimenti produttivi italiani in Brasile è aumentata in modo significativo, raggiungendo il numero di oltre 1.200 nel 2014, in rapporto a meno di 600 nel 2009. Gli ultimi dati disponibili sugli investimenti italiani in Brasile rivelano che il flusso dello IDE ha raggiunto, nel 2012, circa US$ 1 miliardo in Brasile, la cifra più alta registrata fino ad allora.
Gli investimenti italiani sono concentrati nei settori automotive, di telefonia, commercio all'ingrosso di prodotti alimentari, macchinari e attrezzature di produzione, agroalimentare, sviluppo immobiliare, turismo. Sono promettenti per gli investimenti italiani i settori di infrastrutture e costruzione, energia e ambiente – compresa la generazione e trasmissione di energia elettrica, petrolio e gas, le energie rinnovabili e la gestione dei rifiuti –, meccanica strumentale, meccanizzazione agricola e imballaggio, nautico, banking, salute, biotecnologie e agro-alimentari tradizionali.
La presenza brasiliana in Italia, in termini di investimenti, è ancora limitata, ma questo scenario comincia a cambiare, con la moltiplicazione di "joint ventures" in territorio italiano. Tra il 2006 e il 2012, il Brasile ha registrato afflusso di IDE di circa US$ 450 millioni nel paese. Oggi, ci sono aziende brasiliane operanti in Italia, in particolare nei settori finanziario, alimentare, di pelle e cuoio, di comunicazione e di compressori per la refrigerazione.
4) Quali strategie state attuando per promuovere il vostro paese sia economicamente che a livello culturale/turistico?
Il Palazzo Pamphilj, sede dell'Ambasciata, è uno strumento di politica estera strategico per la promozione degli interessi del Brasile in Italia. Per quanto riguarda la diplomazia culturale, abbiamo una struttura efficiente per la diffusione della cultura brasiliana. Nel Palazzo, si trovano la Galleria Candido Portinari - spazio dedicato alla realizzazione di mostre, con particolare riguardo per l'arte contemporanea brasiliana -, la Biblioteca Tullio Ascarelli e il Centro Culturale Brasile-Italia, dove circa 350 studenti, tra cui diplomatici italiani, studiano portoghese ogni semestre. Presso l'Auditorium del Centro Culturale, per esempio, vengono proiettati film brasiliani settimanalmente, con ingresso gratuito. Nel piano nobile, inoltre, si tengono frequentemente ricevimenti, cene e concerti.
Nel Palazzo vengono anche svolti seminari, incontri e conferenze su vari temi: dalla politica internazionale alla promozione del Brasile come destinazione turistica, dalla cooperazione accademica alla promozione di investimenti in Brasile, tra gli altri.
Al fine di promuovere economicamente il Brasile in Italia, il governo brasiliano sta cercando di mettere in luce caratteristiche del paese non sempre conosciute dagli italiani, come il consistente parco industriale (il Brasile è uno dei più grandi produttori di aerei nel mondo, per esempio), la crescita del mercato dei consumatori e la qualità dei prodotti nazionali. Per fare ciò, continuano a essere sviluppate strategie di promozione dei prodotti brasiliani a più alto valore aggiunto, ma senza tralasciare prodotti tradizionali come frutta, caffè, carne e minerali.
Il governo brasiliano continua anche a impegnarsi nell'attuare una costante strategia di "national branding diplomacy", o di promozione del marchio Brasile, come modo di favorire l'attività e la promozione delle imprese nazionali nel competitivo mercato di prodotti e servizi del mondo globalizzato.
Allo stesso modo, e approfittando del fatto che il Brasile è considerato un mercato prioritario per l'internazionalizzazione delle imprese italiane, l' Ambasciata del Brasile in Italia sta realizzando una serie di eventi sulle opportunità di investimento e di formazione di "joint ventures" in Brasile, concentrandosi soprattutto sui settori di energia rinnovabile, infrastruttura, inclusa l'alberghiera, settori di alta tecnologia e quelli connessi alla green economy .
5) La Metafora "fisica" del Vostro Padiglione ad Expo 2015 è quella della rete, comunicando unità, connessione, scambio di idee progetti e riflessioni, crede che l'influenza del singolo con le proprie idee possa influenzare le scelte degli altri?
Il Brasile non è un paese facile da descrivere. Con oltre 8 milioni e mezzo di chilometri quadrati e una popolazione che supera ormai i 202 milioni di abitanti, rappresenta circa la metà del continente sudamericano in termini di territorio, popolazione ed economia. Tutto questo all'interno di uno stato unitario senza problemi etnici o separatisti, democratico e impegnato nell'ambito del diritto internazionale, della non proliferazione e del disarmo .
Qualcosa che caratterizza il Brasile, e di cui siamo molto orgogliosi, è La coesione della nazione brasiliana. Il Brasile si distingue per essere un paese unito, libero, ricettivo, solidale, il che lo rende sempre più forte e pronto ad affrontare le sfide poste dal nuovo ordine globale .
Sono lieto di sapere che questo messaggio sia stato trasmesso, in qualche modo, dal nostro padiglione all'Expo 2015. Con il tema "Nutrire il mondo con soluzioni", il Brasile ha mostrato durante i sei mesi dell'evento la propria capacità tecnologica di ampliare la produzione di cibo e soddisfare le esigenze mondiali in modo sostenibile. Il Padiglione del Brasile è stato uno dei più grandi e uno dei tre più visitati durante i sei mesi dell'evento, con più di 8 millioni di visitatori. Il progetto del Padiglione ha affascinato tutti con la rete montata su parte della sua superficie, che è stata considerata dalla stampa italiana come "una idea semplice ma geniale" e una delle principali icone dell'Expo .
6) Oggi il Brasile è tra i più grandi produttori agricoli del mondo, ma meno nota è la capacità tecnologica legata alla produzione, può darci degli approfondimenti in merito?
Il Brasile ha notevoli capacità scientifiche e tecnologiche nel settore agrozootecnico, e molto di ciò deriva dal fatto di avere un istituto di eccellenza nel campo della ricerca, l'Embrapa.
Si tratta di un'azienda pubblica creata nel 1973, il cui lavoro è stato determinante affinché il Brasile cessasse di essere importatore di prodotti alimentari di base per diventare uno dei maggiori produttori ed esportatori di cibo nel mondo. Nel corso della sua storia, l'Embrapa è stata responsabile per lo sviluppo di più di 2.200 colture specializzate, che hanno aumentato notevolmente la produttività nazionale nonché la cooperazione con altri paesi in via di sviluppo in differenti regioni del mondo.
La ricerca e lo sviluppo nel settore agricolo hanno permesso l'abbassamento dei prezzi del paniere alimentare - che comprende i principali alimenti consumati dalle famiglie brasiliane - del 50 % a partire dal 1975. Allo stesso tempo, la produttività dei principali legumi e cereali - riso, fagioli, soia, mais e grano - è aumentata del 170% dal 1973. Cioè, con la stessa area, il Brasile produce quasi tre volte in più. Questa capacità fa sì che un quarto di tutti i prodotti agricoli del mondo provenga dal Brasile, che è il primo produttore mondiale di succo di arancia (circa 52% del mercato), soia, zucchero, caffè, carne e pollo.
Un altro esempio di successo della ricerca brasiliana in ambito agricolo è stato lo sviluppo di energia - sotto forma di combustibile per automobili o di biomassa per generare energia elettrica – a partire dalla canna da zucchero. Attualmente, utilizzando l'1 % del territorio nazionale, la canna da zucchero produce il 15,7% dell'energia consumata in Brasile (etanolo).
7) Può anticiparci i progetti rivolti alle energie rinnovabili in cui il suo paese crede, e per i quali intende investire?
Il Brasile ha una delle matrici di energia più pulite e diversificate al mondo, tra cui si rileva la produzione di bioenergia dalla canna da zucchero - sia sotto forma di biocarburante etanolo che di bioelettricità prodotta dalla bagassa - e la produzione di energia idroelettrica. Per avere un'idea, solo queste due fonti di energia hanno rappresentato nel 2014 il 30% dell'energia primaria prodotta in Brasile. In totale, le energie rinnovabili coprono circa il 40% dell'energia consumata in Brasile, la maggiore quota tra le grandi economie del mondo.
Negli ultimi anni, l'energia eolica è stata rilevante grazie alla competitività e alla rapida crescita nello scenario energetico del Brasile. La produzione ha raggiunto 12.2 TWh nel 2014, con un incremento del 350% in soli tre anni. Dal 2006, quando i primi grandi parchi eolici sono entrati in funzione, la capacità installata è cresciuta ad un tasso medio annuo del 46%, raggiungendo 4,8 GW nel 2014. E gli investimenti in questa fonte di energia proseguono a ritmo accelerato.
La notizia recente di cui siamo fieri è che tale rendimento comincia a verificarsi anche nel settore dell'energia solare. Lo scorso agosto, il governo brasiliano ha promosso un' altra Asta di Energia di Riserva, la prima esclusiva per energia solare – secondo la pratica brasiliana, l'espansione della produzione di energia elettrica avviene attraverso aste pubbliche, in cui prevalgono i progetti che offrono tariffe più basse. Sono state assunte, per operatività a partire dal 2017, aziende che totalizzano 1.043 MW di capacità di generazione fotovoltaica, di cui 553 MW da una grande azienda italiana. Siamo nel bel mezzo di un ciclo di investimenti in energia solare ed è motivo di grande soddisfazione sapere che questo processo si avvale della partecipazione di importanti investimenti italiani.
8) In conclusione, nel ringraziarLa per la Sua disponibilità, Le chiedo cosa pensa dell'Italia in questo momento di crisi economica europea?
L'economia italiana sta tornando a crescere e superare la recessione che l'affliggeva. Questo è positivo non solo per il paese stesso, ma per tutti i suoi partner. L'Italia è un paese chiave per l'Europa. È la terza maggiore economia della zona euro e la seconda a livello industriale del continente. Anche per il Brasile, l'Italia ha un'enorme importanza nel campo economico e commerciale, come abbiamo visto.
Al di là dei fattori economici misurabili, vale la pena notare l'importanza del contributo che l'Italia dà al mondo con la sua creatività, la sua capacità di innovazione e la sua raffinatezza estetica. Questi aspetti si riflettono anche nella capacità che il paese ha di resistere alle crisi economiche.
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