Nuova espansione economica del Marocco nel Sahara Occidentale

Lunedì 23 Novembre 2015 10:13 Silvana Grippi
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foto-9Sahara Occidentale –  Arrivano notizie di investimenti del Marocco nella terra dei saharawi.

”Investire al sud”  è il nuovo slogan marocchino di questi giorni.
Il Marocco punta sul territorio del sahara, "annesso" con la Marcia Verde (del 1974), in cui nuovi coloni hanno preso il posto dei vecchi coloni spagnoli; dopo oltre quaranta anni ora (con la protezione di alcuni stati) considera di "sua proprietà" il territorio dei saharawi.

Una occupazione in piena regola, con la popolazione sofferente nei campi profughi della vicina Algeria.

Alune fonti ci informano che il re Mohammed VI, ha iniziato la sua campagna pubblicitaria sull'utilizzo dei finanziamenti e che utilizzerà, nelle province tra Layoune e Dakhla, investimenti di capitale complessivi di circa 77 miliardi di dirham (quasi 7 miliardi di euro) per la realizzazione del progetto di sviluppo che prevede, ad ampio raggio, l’innalzamento dei settori produttivi con l'assunzione di circa 120mila lavoratori. La realizzazione dovrà avvenire in 5-10 annni e verranno coinvolti oltre al governo centrale, privati di varie nazionalità.

Tutto questo “forse” senza chiedere il parere del popolo saharawi? e senza far rientrare i saharawi profughi e in diaspora?

E ancora: Le regioni avranno a disposizione per il settore delle infrastrutture 19 miliardi di dirham.
I progetti verranno realizzati con anticipi monetari “forse” dalla Banca mondiale, grazie allo sviluppo del settore fosfati. La creazione del polo industriale Phosbucraa dovrebbe aprire le  porte a circa un migliaio di nuovi lavoratori.  C’è il progetto di realizzare un polo di formazione tecnica a Foum el Oued e ampliare il settore della pesca (compresa la lavorazione del pesce) e dell’agricoltura, investimenti anche nel turismo ecologico di cui sono stati previsti circa 80 progetti che si inseriranno nel piano della "sostenibilità ambientale"..

Alle regioni del sud si aggiunge anche la città marocchina Gulemin (dove sono già nate scuole di alta tecnologia), formando così un triangolo nella zona costiera, considerata la più bella del mediterraneo.Mentre Dakhla, attualmente importante per il turismo, dovrebbe diventare il centro di produzione per eccellenze: turismo ecologico, energia elettrica, coltivazione, mentre la conservazione dei prodotti agricoli verrà fatta nella regione in particolare nell’area di Boujdor. 

Durante il mio ultimo viaggio ho visto il deserto del sahara invaso da pale eoliche.
Purtroppo la zona occupata verrà ad essere un investimento che non porterà frutti ai saharawi. 

Mi chiedo: dove è finito il referendum sull'autodeterminazione? e le promesse dell'ONU? 
Come risponderanno i profugi saharawi a tutto ciò?

Speriamo che quanto scritto dalle fonti marocchine sia solo "propaganda".

silvana grippi/ esperta e studiosa del Sahara Occidentale

 

http://www.deapress.com/internazionale/16846-nel-sahara-occidentale-.html

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 23 Novembre 2015 14:54 )