Croazia e Italia, mi così vicine

Martedì 08 Luglio 2014 11:59 Ivan De Stefno
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di Ivan De Stefano

La vicinanza geografica e l'orientamento dell'Italia verso il Mare Adriatico e della Croazia verso i paesi dell'ovest, hanno causato secolari ed intensi interscambi ed influenze reciproci, che si sono intensificati dall'epoca dell'umanismo e del rinascimento, quando i livelli della civiltà dei due paesi si sono avvicinate. Così, anche il più grande scrittore italiano Dante Alighieri nella Divina Commedia menziona la Croazia, che ha visitato durante i suoi viaggi. Come ringraziamento, i Croati hanno tradotto e pubblicato quattro versioni della Divina Commedia e due versioni aggiuntive dell'Inferno.


Già dai primi contatti religiosi, mercantili e culturali, un ruolo importante nel collegamento delle due coste è stato ricoperto dall'educazione, tramite le tante istituzioni universitarie nella città italiane. Un centro importante per i Croati è stata l'Università di Padova, che è stata frequentata da tanti intellettuali, umanisti, filosofi, scientifici ed artisti croati. La maggior parte delle tendenze spirituali, degli stili artistici e dei movimenti filosofici e scientifici presenti nelle città Croate è stata influenzata dalle tendenze italiane (preromanica, romanica, rinascimento, barocco, riforma, contra riforma, ecc). Alcune di queste tendenze hanno avuto un'influenza cruciale nel processo di rinascita della coscienza nazionale in Croazia.


Seguendo il modello italiano, i Croati hanno cominciato ad usare la lingua popolare Croata (invece di usare latino e italiano), promuovendola al livello letterale, con le numerosi traduzioni delle opere scritte in lingue straniere, e con le opere nazionali scritte in Croato. Questo ha causato una grande crescita della letteratura Croata nel rinascimento e barocco, e tale effetto si è manifestato particolarmente a Dubrovnik, che essendo stata una repubblica libera, aveva contatti continui con l'Italia. Gli scrittori di Dubrovnik e della Dalmazia conoscevano bene tanti nomi letterari italiani; i loro modelli poetici sono stati, prima di tutto, Francesco Petrarca, che ha provocato il movimento petrarkizam in Croazia , Pietro Bombo, modello per il movimento bembizam, Jacopo Sannazaro, Ludovico Ariosto o Torquato Tasso di cui la famosa pastorale Aminta (nella traduzione Croata, Gliumibir) è stata pubblicata a Venezia nel 1580, un anno prima dell'originale in italiano.


L'influenza Croata in Italia si manifesta attraverso i numerosi personaggi che durante il passato hanno soggiornato in Italia e hanno qui lasciato una traccia durevole. L'esempio di cui i Croati sono particolarmente orgogliosi è sicuramente Josip Rudjer Boskovic, scientifico di Dubrovnik, che ha vissuto nella metà del XVIII secolo, e la cui opera è stata importante, tra le altre, per il fatto che ha lavorato nel restauro della Cupola di San Pietro. In una enumerazione abbastanza generale, è inevitabile menzionare anche il "Michelangelo" della miniatura Juraj Julije Klovic, che ha speso la maggior parte della vita a Roma. Un fatto interessante da citare è che uno dei più apprezzati ed importanti pittori Croati, Vlaho Bukovac, era nato con il nome di Biagio Faggioni, di nazionalità italiana.


Vista la numerosità degli scambi e dei legami culturali fra le due nazioni, e con il desiderio di migliorare la cooperazione, Italia e Croazia hanno firmato il 27 febbraio 2009 l'Accordo in materia di cooperazione culturale e d'istruzione, che è entrato in vigore il 30 novembre 2012. Nell'Accordo sono previsti vari tipi di cooperazione reciproca: come preambolo dell'implementazione di questo accordo, l'Ambasciata della Croazia a Roma sta preparando un tabellone molto ricco di eventi per il prossimo autunno-inverno. Così, all'inizio di ottobre, nell'incantevole location di Palazzo Venezia a Roma, è prevista l'apertura della mostra fotografica di Djuro Janekovic, un fotografo Croato molto importante, scoperto solo recentemente. La mostra presenta Zagabria negli anni 30 del secolo passato, testimoniando un'epoca e di tutti gli aspetti della vita comune di quel tempo. Dopo Roma la mostra sarà trasferita a Firenze, con apertura prevista per l'inizio di dicembre. A Roma e Firenze si aspetta anche l'arrivo del Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Fiume, uno dei più importanti teatri Croati, che ha la particolarità di essere uno dei pochi teatri fuori dell'Italia che mette continuamente in scena spettacoli in Italiano. Solo negli ultimi tre anni il teatro ha ricevuto per il suo dramma italiano 7 premi nazionali e internazionali. Sembra che l'Italia e la Croazia, quando si tratta di progetti nel campo della cultura, non siano state mai così vicine.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 04 Novembre 2015 12:02 )