Il 21 marzo 2015 è stata la Festa del Nowrooz, il capodanno dei curdi. Quest'anno l'evento è stato speciale, così ci racconta Silvana Grippi, inviata dell'Agenzia Stampa DEApress, che ha visitato i campi profughi dei curdi siriani provenienti da Kobane.Silvana è partita da Dyarbakir alla volta di Suruc, per visitare i campi di Arin Mirxan e Rojava fino al villaggio di Mehser.
Annalisa - Cosa ti ha spinto ad intraprendere questo viaggio?
Silvana - Ho scelto la giornata del Newrooz per immergermi in una festa popolare che mi ha fatto assaporare la vittoria delle donne kurde contro l'ISIS. Comunicare esattamente cosa sta avvenendo nei villaggi kurdi è un servizio reso alla storia. Nelle città turche vicine al confine siriano sono stati allestiti, dalle mucipalizzate, molti campi profughi per aiutare la gente (donne con bambini piccoli e anziani) che aveva bisogno di allontanarsi dalla guerra che si sta combattendo contro l'ISIS.
Cristina - Come è in questo momento la situazione?
Silvana - Migliaia di residenti delle zone siriane stanno tornando dopo che la città ha coraggiosamente combattuto e respinto l'assedio dello stato islamico. Negli occhi dei giovani, uomini e donne, ci sono la speranza per riprendere in mano il proprio futuro e le preghiere per coloro che hanno perso la vita per difendere la libertà.
Annalisa e Cristina - Con quale associazione hai viaggiato?
Silvana - Questo viaggio è stato organizzato da UIKI ONLUS. Per maggiori informazioni visitate il loro sito (www.uikionlus.com)
Silvana - Questo viaggio è stato organizzato da UIKI ONLUS. Per maggiori informazioni visitate il loro sito (www.uikionlus.com)




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