Firenze - nel palazzo occupato nasce un museo non convenzionale

Venerdì 22 Gennaio 2016 11:10 Silvana Grippi
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Se Firenze è famosa nel mondo intero il merito va soprattutto all’arte. E anche se di solito il pensiero va all’arte del suo passato, di arte a Firenze se ne continua a fare. Il fatto paradossale è che fare arte a Firenze oggi è difficilissimo, spesso illegale. Sembra quasi che a creare qualcosa di nuovo si rischi di rovinare quello che già esiste.

Non è un caso se esiste un gruppo di cittadini chiamati “angeli del bello” che riempiono di orribili “toppe” i muri della città per nascondere graffiti talvolta molto belli. Non è mia intenzione addentrarmi in un dibattito sulla legalità e legittimità di certe forme di creatività. Quello che voglio è lanciare un sasso nello stagno, cercando di smuovere le acque e far riflettere.

DSC 0263Con questa idea in testa, ieri mi sono recato in un edificio all’incrocio tra via Toselli e via Benedetto Marcello.

L’edificio in passato è stato una scuola. E’ uno dei tanti palazzi che, nella terza città italiana più cara per gli affitti, è rimasto abbandonato per anni. Era stato occupato l’anno scorso da alcune famiglie senza casa. Ma le famiglie sono state prontamente sgomberate dalla polizia e si è preferito murare porte e finestre (e addirittura versare cemento nei tubi dei bagni) piuttosto che rischiare una nuova occupazione.

Ma pochi giorni dopo natale, un gruppo di ragazzi e ragazze ha deciso di occupare nuovamente il palazzo. Parliamo di giovanissimi (tutti quelli che ho incontrato avevano probabilmente meno di 25 anni), studenti e lavoratori che non possono più permettersi (o si rifiutano) di pagare un affitto di 300 euro per un letto. Quasi senza accorgersene hanno trasformato l’edificio in una sorta di “museo non convenzionale”. Infatti, grazie al contributo volontario di decine di artisti, come in un museo le pareti interne sono state ricoperte di dipinti. Non parliamo di quadri ma di graffiti e murales, opere senza una cornice che le limiti e che possono occupare intere pareti. Si tratta di un forte contributo alla scena artistica cittadina, in cui risaltano il retaggio della street art e della cultura underground ma anche la raffinatezza di certe opere.

Senza perdere tempo in chiacchiere vi lascio liberi di guardare coi vostri occhi e di riflettere con le vostre teste su come siamo tutti in prima persona capaci di contribuire allo sviluppo della città. Firenze culla del Rinascimento non resti ancorata al glorioso passato, non si accontenti degli artisti dei secoli scorsi. Ci sono artisti pieni di talento che non vedono l'ora di contribuire.

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