Andrà in scena giovedì 19 luglio, presso il Teatro Romano di Fiesole, lo spettacolo “Maria Stuarda”, tratto dal dramma di Friedrich Schiller e realizzato dalla compagnia Emox Balletto, che unisce e amalgama sul palco danza, musica e recitazione. Con questo lavoro, già presentato a Firenze nel 2010 al Teatro Puccini, la nuova compagnia si confronta con un testo di altissimo valore letterario – modernizzandolo, ma senza mai tradirlo.

Come afferma Beatrice Paoleschi, direttore di Emox Balletto, del dramma di Schiller saranno soprattutto esaltate le componenti umane, a scapito di quelle mitizzanti: lo scontro tra le due figure della regina Elisabetta e di Maria Stuarda si giocherà così principalmente sul piano delle passioni. Da un lato, un’Elisabetta calva, come simbolo dell’autocastrazione derivate dall’incessante brama di potere, dall’altro Maria Stuarda, carica per contrasto di una dignità umana ineguagliabile. E mentre tutta la carica erotica straniata di Elisabetta si concentrerà su un freddo trono, la sua rivale gli strapperà quell’ultimo legame ancora restante con l’umanità: il suo amante. La condanna della regina si accompagnerà così alla stessa condanna a morte di Maria Stuarda: esercitando il massimo livello del suo potere, essa diverrà infine prigioniera di quella trappola da lei stessa costruita.
Questa terribile vicenda sarà tradotta sul palco dalle azioni e dalle coreografie di 16 attori. I costumi, realizzati da Santi Rinciari, svolgeranno una funzione di raccordo tra la contemporaneità della danza e l’ambientazione storica, sottolineando anche le contrapposizioni tra i personaggi sul palco, con cromie accese e contrastanti. La musica, scritta e diretta da Stefano Burbi, è stata pensata come musica per un film – laddove lo “schermo” sarà la naturale cornice del Teatro Romano di Fiesole. Una musica che mira a coinvolgere il pubblico e “farsi persona” – rifiutando ogni dissonanza e uniformandosi invece alle psicologie dei personaggi.
Un dramma di amore e potere che è anche una riflessione sul potere dell’amore – sottolinea Massimo Mori –, perché non c’è forza fisica o di volontà che possa dominare la sua inestirpabile umanità. Per ogni ulteriore commento o suggestione, l’appuntamento è giovedì 19 luglio a teatro.
Per DEApress, Simone Rebora
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