Per un fotografo tedesco, che conosce ancora poco la lingua italiana, assistere alla rappresentazione di una commedia del ‘700 parrebbe una perdita di tempo. Come ad esempio “Il gioco dell’amore e del caso” (scritto da Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux, adattato da Giuseppe Manfridi per la regia di Piero Maccarinelli), presentato in prima nazionale al Teatro della Pergola ieri sera, martedì 24 aprile.

Inutile negarlo: chi non conosce bene la lingua italiana non può certo seguire tutte le sfumature della vicenda, capirne a fondo le ironie e i giochi di parole. Ma ciò che più mi aveva attratto verso questo spettacolo erano le scenografie, i costumi. E la realizzazione non ha tradito le aspettative.
La cura delle luci, in primo luogo: sullo sfondo di Giacomo Costa l’illuminazione a tinte forti commenta passo per passo la vicenda. Non è necessario capire tutte le battute per comprendere i sentimenti dei protagonisti: basta guardarne i colori. Che sono poi anche quelli dei vestiti, disegnati dal Premio Oscar Gabriella Pescucci, abiti che riprendono lo stile settecentesco con un taglio decisamente moderno. Certe pose, certe coreografie sul palco, paiono quasi dei quadri viventi, e le emozioni che trasmettono sono potenti e immediate.

Certo dietro tutto questo c’è stato un lavoro lungo e difficile, che solo ottimi mezzi e una grande esperienza hanno reso possibile. Per una piacevole e ispirante serata consiglio quindi una visita al Teatro della Pergola: lo spettacolo è in programma fino a domenica 29 aprile.
Matthias Kothe
(tutte le foto di Giacomo Costa - adattamento all’italiano di Simone Rebora)
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