E' ormai accertato - nel nostro inizio secolo - che Rom, Camminanti e Sinti sono un fenomeno non transitorio ma stabile da nord a sud dell'Italia. Per parlare di questa fenomenologia bisognerà rifarsi a stime precise e usando un linguaggio appropriato: "circa...forse...sembra che", poi l'uso del condizionale è sempre d'obbligo.
Non si può parlare di invasione in quanto queste comunità transitanti fanno parte del nostro paese da molti secoli, si può dire però che la cultura zingara, per alcuni, non ha permesso l' integrazionei completa.Tantissimi hanno trovano il modo di inserirsi mentre altri rimangonoi apolidi per scelta: siamo una società in cui ormai l'immigrazione e l'emigrazione è costante.
Le stime - ci dicono - che questa comunità che definirei "seminomade", conta 150/170 mila persone in Italia e sono solo lo 0,23% della popolazione. Quindi sono uno dei gruppi più piccoli d'Europa - questo lo dice la "mappa dei rom in Italia" pubblicato dal Sole 24ore. Si stima che in Francia vivono 350 mila persone (quindi lo 0,5% della popolazione d'oltralpe) e l'articolo dice ancora che sono "...più o meno, quanto i visitatori della Sacra Sindone a Torino"; i dati in Spagna riportano che la cifra totale, tra Rom e Sinti, sale fino ad arrivare a 700mila persone in transito.
Naturalmente i politici, con la complicità di alcuni media, giocano su paure, pregiudizi e false informazioni per avere più consensi.
Vogliono farci credere che "siamo invasi" ma bisogna stare attenti agli stereotipi o ai razzisti che propugnano queste tesi.
Basta con i pregiudizi, ogni uomo e/o donna, da sempre, si spostano in altro luogo quando è a rischio la propria sopravvivenza!
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