Come profetizzava la Presidentessa del Comitato per le Pari Opportunità Rossana Trifiletti dell’Università di Firenze, nel suo articolo del marzo 2011, è calato il silenzio sulle problematiche di genere, dopo la sostituzione del precedente comitato e la creazione di un nuovo Comitato Unico di Garanzia (CUG), come in ogni Ente Amministrativo. Il CUG, nasce come “organismo di contrasto ad ogni forma di discriminazione e di prevaricazione ai danni di quanti lavorano all’interno dell’Università di Firenze.” Il nuovo organo, dovrebbe unificare sia le pari opportunità sia la tutela dal mobbing sul lavoro, ma probabilmente ha portato ad uno snaturamento del concetto etico che, aveva come scopo primario, il rapporto umano sviluppato nelle opportunità pari per tutti.
Come ricorda la Prof.ssa Trifiletti, l’Università, per quanto luogo di educazione e di ricerca, conserva discriminazioni di tipo verticale e orizzontale per quanto riguarda le mansioni svolte dalle donne le quali infatti, rimangono prettamente relegate a ruoli amministrativi e sempre meno presenti nelle docenze, nelle ricerche e ancora meno nelle presidenze e nei rettorati. Questi dati contribuiscono a collocare l’Italia al 74esimo posto nel Global Gender Gap, sotto Vietnam, Ghana, Malawi e Romania.
Abbiamo ascoltato l’ex Presidentessa Maria Grazia Giaume sul ruolo del precedente Comitato, la quale ha consigliato di riportare uno stralcio di un suo precedente intervento, durante un’iniziativa sul linguaggio di genere. “Il nostro obbiettivo è quello di suscitare e realizzare un nuovo modo di realizzare e guardare alla vita sociale. Sollecitare uno sguardo diverso verso il mondo- lo scopo dell’ottica di genere è quello di sensibilizzare tutte le politiche per il raggiungimento delle parità; le scelte devono tenere conto degli effetti sulle persone dal momento della pianificazione a quello dell’attuazione dei programmi, comprese le ricadute differente tra uomini e donne che lavorano (orari, mobilità, chiusure, potenziamenti asili nido..)”.
Difficile commentare la differenza tra un precedente comitato elettivo che andava a accrescere sia competenze che qualità nell’affrontare le problematiche: il linguaggio di genere, la diversità, la situazione sul lavoro...
Il CUG oggi ha un differente ruolo e secondo vari punti di vista si può dire che il terreno conquistato nelle parità di diritto femminili, è stato ampiamente trascurato.
Ci auguriamo che le “pari opportunità” tornino a essere primarie rispetto al concetto di benessere.
Nora Mulè
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