Alcune curiosità su Bruno Lauzi

Martedì 21 Aprile 2020 19:15 Riccardo Fratini
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Nella Genova degli anni tra gli anni '60 e ’70 del secolo scorso una nicchia dei cantautori hanno cambiato d’abito ad un repertorio musicale in continua evoluzione dando vita ad esecuzioni di brani ormai immortalati nella storia della musica. I cantautori sono amici e lavorano insieme  e fanno tendenza. 

Quando Bruno Lauzi incontra gli amici con gli stessi suoi interessi, che poi saranno suoi compagni di viaggio, è un giovane iscritto all' Università Statale di Milano, Facoltà di Giurisprudenza. Frequenta i locali dove si fa musica in diretta e si interessa al jazz e all’ascolto di cantautori francesi dello spessore di Charles Aznavaur. Decide di lasciare gli studi, a due esami dalla laurea, per dedicarsi a tempo pieno alla musica e con l’amico Luigi Tenco forma un gruppo musicale, poi incide i primi brani.nel 1960 con Giorgio Gaber presentando una sua canzone; da qui inizia il debutto come cantautore. Nel 1965 partecipa come unica volta al Festival della canzone italiana con il brano “Il tuo amore” dove riecheggiano atmosfere francesi ma che non verrà ammesso alla finale di Sanremo, ma il successo avviene attraverso una serie di canzoni: “Ritornerai”, “Ti ruberò”, “forma ”, “Viva la libertà” e “Il poeta”. Bruno, inizia a lavorare anche con Lino Toffolo e Enzo Iannacci e scrive anche canzoni per bambini; le più famose “La tartaruga” e “Johnny il bassotto” le quali partecipano allo Zecchino D’oro di quegli anni.

Agli albori delle prime televisioni private è tra i primissimi personaggi ad intervenire nelle trasmissioni degli anni ’70 e sempre in quel periodo collabora con Mogol e Lucio Battisti presso la casa discografica “Numero Uno” scrivendo per lui i brani “Mary oh Mary”, “E penso a te”, “Amore caro, amore bello”, “L’Aquila” e “Un uomo che ti ama”.

Nel 1978 conduce insieme a Daniela Poggi su Telemilano58 il programma “Edizione straordinaria” dove alterna brani del suo repertorio a interviste degli ospiti che a loro volta presentano i loro brani.

Nel giugno del 1995 partecipa all’”Omaggio di Mia Martini” cantando “Piccolo uomo” che riadatta in “Piccola donna” dedicato a Mia.

Sposato con Giovanna Coprani insieme gestirono un vigneto dove produssero un vino barbero denominato “La Celeste” che ha avuto le lodi di Luigi Veronelli.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 23 Aprile 2020 12:12 )