Il mondo dello spettacolo è sempre in grande fermento e in continua evoluzione; nuovi personaggi – cantanti, attori, autori e cantautori della musica italiana – hanno da sempre calcato palcoscenici e studi televisivi nonché di teatri portando con se nuovi adattamenti e riadattando musiche e arrangiamenti.
A tanti cantautori dobbiamo il merito dell'innovazione della musica, e in particolare a Giorgio Gaber in quanto come cantautore ha contribuitio alla trasformazione musicale e sociale della metà del novecento.
Giorgio Gaber è nato a Milano nel 1939 da una famiglia della piccola-media borghesia e fin dall’infanzia inizia ad avere problemi di salute; a circa otto anni ha il primo attacco di polmonite e la malattia causa una lieve paralisi alla mano tanto che il padre gli regala una chitarra per esercitare le dita della mano colpita.
Inizia la sua carriera da chitarrista nel gruppo Chigo Agosti in “Ghigo e gli arrabbiati” esordendo al Festival jazz del 1954; dopo un periodo di spettacoli, tra musica leggera e jazz, entra nel complesso di Adriano Celentano. Nel 1958 si diploma in ragioneria e in estate parte per Genova e inizia a suonare nei locali con lui ci sarà anche Luigi Tenco.
Un protagonista nuovo per quel tempo: Giorgio Gaber non solo cantante ma anche autore di un personaggio "il signor G." assolutamente accattivante e per la prima volta inserito in un “dibattito” politico che voleva incidere sulla presa di coscienza soprattutto dei giovani. Un “dibattito” dove l’Autore che mostra simpatia per la ‘sinistra’ arriva a chiedersi il senso di questa attribuzione nella canzone “Destra – Sinistra” poi pubblicata nel 1994.
Il successo non è arrivato istantaneo: come tutti i personaggi innovativi, c’è voluto un po’ di tempo per riconoscere a Gaber il successo meritato. L’atteggiamento scanzonato ma significativo delle sue rappresentazioni un pò stonate e in chiave allegorica di una lucida analisi delle abitudini sociali del periodo, e in seguito c'è stato il meritato elogio, riscontrando l'accettazione del pubblico che ha riempito le sale dei suoi concerti.
Giorgio Gaber all'inizio ha avuto un pubblico di nicchia e raggiunge il successo con il brano “Non arrossire” partecipando alla Sei giorni della canzone; nello stesso anno incide la famosa “Ballata dei Cerruti”. La canzone che mi piace di più è "La libertà" Per ultimo voglio ricordare il suo LP "La razza in estinzione" dato che riascoltato oggi lo possiamo trovare attuale:Giorgio Gaber resta unico come profeta della rappresentatività sociale!
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