La carriera professionale di Fabrizio De André si è consolidata in una narrativa volta a realtà ambientate in luoghi di vita al margine della società. I racconti e le storie delle sue canzoni rappresentano uno spaccato della cultura popolare che andava, in qualche modo, in simbiosi con il clima universitario e di lotta operaia che in quei tempi ribaltava il concetto di falso perbenismo; in quel momento della vita italiana erano presenti contestazioni e speranze di cambiamenti con rivolte atte a ribadire concetti di affermazione sociale come ad esempio l'autonomia della donna e la parità dei diritti; movimenti studenteschi all’interno delle Università, i cortei della “classe operaia” divenuta simbolo di una lotta culturale e sociale. Manifestazioni, convegni e lotte dove spesso c'erano scontri con la polizia.
Tematica nuova e rivoluzionaria era quella riportata nei testi delle canzoni di Fabrizio dove la figura della donna veniva spesso raccontata in una realtà dura e pesante con argomenti come la condizione di prostituta descritta poeticamente in: “Bocca di Rosa”, “La canzone di Marinella”, “Via del Campo”.
“Bocca di Rosa” era considerata dall’Autore la più vicina e la più cara al suo modo di essere: una ragazza additata dalle comari del paese, il racconto che ne fa la zitella è espressamente dispregiativo indicandola come una prostituta che ha più clienti di un consorzio alimentare. Anche i gendarmi che non hanno cuore tenero “quella volta a prendere il treno l accompagnarono malvolentieri”. “ Era presente tutto il paese dal commissario al sacrestano”. Ma Lui la descrive semplicemente come una venditrice di amore
“La canzone di Marinella” - "questa è una storia vera..." nasce da un fatto di cronaca: una ragazza che a sedici anni si era ritrovata a fare la prostituta e che fu uccisa gettata in uno dei due fiumi del Piemonte il Tanaro o il Bormida e Fabrizio ne fu particolarmente affezionato soprattutto per il perfetto equilibrio fra testo e musica.
“Via del Campo” è la canzone che racconta di una bambina che dove cammina nascon fiori. La vita difficile della in via de Campo non esaurisce la speranza di una migliore condizione della vita.
Altro argomento combattuto nella personalità dell’Autore è il suo rapporto con la religiosità e che racconta nel suo album “si chiamava Gesù” , considerato da Fabrizio De Andrè il più grande rivoluzionario di tutta la storia.
E poi c'è anche il suo rapporto con la Sardegna. Di questo parleremo nel prossimo articolo.
Articolo precedente: https://www.deapress.com/culture/musica/24401-2020-04-07-03-56-39.html
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