DEUT
“A Running Start”

“Shadows Of The Night” - OFFICIAL HD
Già dal video ufficiale del singolo “Shadows Of The Night” troviamo forti le linee guida di un ascolto davvero molto emozionante. Figlio di uno scenario bucolico irlandese, americano dei Fleet Foxes prendendo da loro solo quell’attitudine Amish… sposando più quelle tendenze pop che rendono speciali anche gruppi emergenti come i Moes Anthill. Lui è Giuseppe Vitale, autore e voce degli U BIT che ora ritroviamo in un percorso solista con un moniker assai particolare che ci faremo spiegare: DEUT. Questo primo lavoro di 5 inediti caldi, di legno e di piccole cose, si intitola “A running start”. Ci troviamo dietro il rumore delle grandi rincorse. E dietro questo rumore, si ha il silenzio per pesare bene ogni nostro pensiero. Un bellissimo ascolto…
DEUT: cosa significa questo moniker?
DE staccato UT, in latino maccheronico/medievale potrebbe significare "discorso sul do", come il titolo di un vecchio e palloso trattato filosofico. Do come prima nota che, traslandone il significato, diventa "discorso sull'incomincio". Non ha senso in italiano, ma rende l'idea figurata dell'argomentare una nascita. DEUT è una nuova nascita, un inizio con radici.
Pensando al correre spesso isterico della vita di oggi, possiamo in qualche modo dire che questo è un lavoro “sociale”?
Per me lo è. Parlo di qualcosa di personale che diventa inevitabilmente collettivo quando parlo di condizioni universali nei quali molti si ritrovano. Ci sono anche dei tabù di cui abbiamo bisogno di parlare, come le manie depressive, la morte e le estreme fragilità che ci abitano. Sento il bisogno di doverne parlare, non solo per me. In questo senso "pratico" e divulgativo è un lavoro sociale.
E se corressimo all’indietro? Un’immagine interessante se ci pensi… come a dire, corressimo verso le nostre origini…
Per alcuni un passo indietro è il primo passo per andare avanti, come per la rincorsa, oppure alcuni preferiscono dare uno sguardo al passato per trovare le forze per il futuro. Però è un inganno occidentale. La malinconia è una trappola. Le origini possono diventare miti e paralizzarci. Non correrei indietro verso le nostre origini emotive, più verso quelle umane. Questo piccolo concept parla "all'indietro" ma sopratutto parla "nel e del" presente che è il luogo dove dovremmo cercare di passare la fetta più grande della nostra vita.
Acustico ed elettronico… entrambi i versanti non li hai mai abbandonati… che rapporto hai con queste facce assai lontane ma ormai destinate a vivere assieme un po’ ovunque?
Sono due opposti, lontani nel tempo e nelle culture, ma possibili conviventi. Sono affascinato di come si sposino tra loro le diverse qualità di frequenze, spesso nel disco ho accostato click a cose fuori click, intonazioni a stonature, potenti synth a strumenti giocattolo obsoleti con l'aiuto del co-produttore David Campanini. La musica non è nata perfetta, l'elettronica è solo un mezzo per potenziare opportunità creative, non la uso come uno strumento compensativo, piuttosto la lascio lavorare in sinergia con le altre componenti.
Un po’ tutto il disco suggerisce colori tenui, scuri… un po’ queste “ombre” di cui parli… quanto è importante per te la mancanza di luce o le ombre?
Le ombre sono proiezioni di cose reali. Le ombre spesso le associamo metaforicamente alle paure e come sappiamo le ombre a volte sono più grandi degli oggetti che riflettono. Spero che per la maggior parte delle nostre paure sia così, che siano proiezioni, immagini distorte di realtà semplicemente complicate.
A chiudere: tornerà anche il momento per gli UBIT?
Non credo di poterlo decidere da solo, essendo un gruppo di persone dobbiamo deciderlo insieme.
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