Donatella Moretti
“Terra Persa”

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Una canzone che arriva dai tempi delle grandi melodie italiane, di quando il canto era belle e la musica aveva pancia, cuore e anima di custodire messaggi preziosi, che fossero essi messaggi sociali, d’amore e di vita. Torna in scena una trancio di storia di questa italianità in musica, torna in scena Donatella Moretti e con lei una squadra capitanata dal cantautore e producer Luigi Piergiovanni e dal Maestro Luigi De Angelis. Quel certo modo di cantare e quel certo modo di vivere la canzone come momento di comunione e di spiritualità. Il pop di un tempo aveva anche questa dimensione.
Donatella Moretti pubblica per la Interbeat Records questa canzone dal titolo forte e per niente sbrigativo: “Terra persa”. Una canzone che la rete ci restituisce in due versioni diverse e assai distanti tra loro: quel piglio digitale, elettronico e urbano curato dallo stesso Piergiovanni (anche autore del testo) e una versione classica, didattica per la canzone italiana con l’orchestra guidata dal M° De Angelis. A questo link il video ufficiale ripreso durante le registrazioni in studio di quest’ultima versione.
Il bel canto dicevamo, sentito, sofferto, emozionante, vibrato. La Moretti, storica voce italiana, è maestra in tutto questo e in lei il testo di questa canzone suona assai coerente e si veste di maggiore importanza e ufficialità: la denuncia di questa Terra nostra che un tempo - e per molti aspetti ancora oggi - culla e consola, accomoda ed accoglie. Ma per molti altri è Terra bistrattata, è Terra violentata prima di tutto dall’indifferenza di tanti. Dunque le apparenze e la storia recente ci consegnano una “Terra Persa”, sfruttata da chi dimentica anche la radice di ogni cosa che è la nostra costituzione. E la Moretti ci ricorda anche questo. La nostra Costituzione. E ci crede Donatella, ci crede e ce lo rende reale attraverso il suo canto assai prezioso e attuale, per niente consumato da tutti questi anni passati in scena.
C’è tanta bellezza sotto le macerie della nostra indifferenza. Sono messaggi importanti. Ma oggi i grandi media devono parlare della superficie commerciale delle stupidaggini mentre momenti come questi restano bistrattati e - peggio ancora - ignorati. Punto e a capo.
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