Chiara Giacobbe: l’Irlanda prima di tutto

Martedì 13 Marzo 2018 12:55 Silvio Terenzi
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Chiara Giacobbe

“LIONHEART”

CHIARA GIACOBBE-LIONHEART-COVER-WEB

Particle Physics” - Official HD

Da una violinista come Chiara Giacobbe cosa potremmo aspettarci se non un bellissimo lavoro di aria aperta, pulizia e semplicità con quel piglio assolutamente nostalgico e l’energia stilistica di oltrepassare i confini nazionali? Certamente questo suo disco come opera prima di inediti personali ha davvero quella faccia contenta di chi, acqua e sapone, ha lasciato l’Italia per dirigersi dove la musica ha ben altro valore. E il suo habitat, dopo tanto folk di mille colori con gli Yo Yo Mundi, sa di Irlanda prima di tutto. Un disco cantato in inglese, che forse rappresenta il neo dell’estetica per via di una pronuncia che non ci suona così sicura, un disco con soli due strumentali per poi lasciar spazio alla canzone d’autore di quel rock on the road come citato da più parti della lunga scia di critica positiva che questo disco ha ricevuto. Anche noi ci accodiamo a quanti volevano più bellezza da un video come quello realizzato per fare da corredo alla musica di questo lavoro e in particolare ci riferiamo al singolo "Particle Physics". Ma come prima esperienza da libera imprenditrice dell’arte diciamo che i risultati sono assai convincenti. “Lionheart” deve suonare con la faccia rivolta al cielo. Due battute per gli amici di DeaPress.

Un disco di musica internazionale. Cosa ti spinge a celebrare radici tutt’altro che italiane?
Credo che questo disco abbia le radici ampie, che traggono nutrimento dalle tante influenze, e non parlo solo di musica, ma anche di letteratura, cinema, natura e tanto altro; ho scritto con sincerità e istinto e quello che è uscito è questa musica con queste parole. La creatività non ha cittadinanza!

Quanto c’è degli Yo Yo Mundi in questo disco? Musicalmente parlando…
In questo disco c'e la Chiara Giacobbe Chamber Folk Band e alcuni ospiti, amici, che abbiamo pensato fossero adatti ad aggiungere valore al disco. Ascoltando il disco si comprende bene che il suo suono è molto diverso dagli ambienti sonori degli Yo Yo. Ovviamente l'apporto artistico di Paolo Archetti Maestri è presente, ma Paolo è stato davvero bravo a consigliare con attenzione ed eclettismo ed è entrato perfettamente nel mood del nostro progetto.

Ed il suono: il violino ma anche tutto il resto, a chi ti sei ispirata?
Nel mio modo di suonare ci sono tutte le esperienze della mia vita - e credo che questo valga per tutti i musicisti che suonano con amore -, gli ascolti, tra i quali cito volentieri Grappelli, Ravel, gli Allman Brothers, Sarah Vaughan, i cantautori italiani, Patti Smith, Morricone, Dylan, Chash, I Waterboys, I Pogues e tanto tanto altro...

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 13 Marzo 2018 13:01 )