MANUEL RINALDI
"FACCIO QUELLO CHE MI PARE"
"LO STATO DEI SOLDI" - Official HD
Quello che stupisce di questo disco è come tanta rabbia (o almeno quello che sembra) non si traduca anche in registri vocali sostenuti. Insomma, come a dire che non sentiremo mai Manuel Rinaldi gridare nel vero senso della parola. Il suo disco non lascia fraeintendimenti: "Faccio quello che mi pare". Inediti nuovi per il cantautore rock emiliano che protesta contro lo stato e chi lo governa, contro le persone giunte ormai ad una intollerabile situazione di social e alle situazioni insostenibili create e volute (viceversa) dal popolo che - a quanto pare - non reagisce come deve drogato dai propi AVATR. Una denuncia a spada tratta, una vera bandiera sventolata alla rivoluzione e un continuo lamentarsi (giustamente ci accodiamo noi) di chi stiamo diventando. Un rock puro, sincero, libero da etichette e gravido di ispirazione. Un disco che lungo tutta la sua track list non fa restare seduti alla sedia ma invita e coinvolge. Una voce interessante quella di Rinaldi che non tradisce troppo le sue origini e resta pur neutra in una dizione che comunque potrebbe permettersi anche il lusso di peccare di stile. Un disco dai testi non troppo ricercati, popolari, ovviamente condivisibili. Vince facile Rinaldi...però, come direbbe il saggio, per quanto facile, si deve pur sempre saperlo fare un disco così.
Disco di denuncia o di rivoluzione? Che cosa sta cantando Manuel Rinaldi?
È un disco in cui ho cantato quello che sentivo nel preciso momento in cui l’ ho scritto. Sia i testi che le sonorità rispecchiano il mio stato d’ animo in quel preciso momento. Così ho affrontato sia temi di carattere sociale come “ Lo stato dei soldi”, “Il mio avatar”, “La gente giusta”, “ on far finta di niente” sia temi autobiografici come “Non ho capito”, “Faccio quello che mi pare”, “Stanco degli Dei”. Ho raccontato uno spaccato della mia vita e delle mie emozioni.
In qualche modo la tua musica veicola concetti non troppo comodi al sistema di informazione corrente. Pensi che ci siano stati delle ostacolazioni per questo?
Dire quello che si pensa senza filtri non è mai “comodo” ma io non sono il tipo che esprime un concetto perché devo o perché conviene…sono così nella musica e nella vita. Sicuramente ho affrontato tematiche pesanti da digerire, ma che in fondo sono di vita quotidiana per chiunque. Al momento non ho trovato ostacoli in questo, in fondo ho semplicemente parlato a bocca spalancata invece di tenere la bocca chiusa.
Ormai sono passati dei mesi dalla pubblicazione di questo nuovo disco. Tirando le somme, pensi che il tuo messaggio sia giunto a destinazione?
Credo che questo disco (ma come tutti del resto) vada ascoltato diverse volte e capito. Le sonorità non sono sicuramente quelle che senti uscire dai grandi network ma ha comunque un carattere tutto suo ed è questo per me ciò che conta. Il problema oltre al messaggio che dai è chi ti ascolta e oggi c’è poca gente disposta ad ascoltare, si preferisce rimanere nella zona comfort per non rischiare di uscire dalla solita quotidianità: non si sa mai che si scopra che il rock nella musica esiste ancora! Se così fosse si rischierebbe di dover abituare le orecchie ad altri suoni e sai che sbattimento sarebbe!? Comunque io vado avanti per la mia strada, che il messaggio sia giunto o no a destinazione poco importa...almeno ho fatto che quello che mi pareva!
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