I Mashrooms e il nuovo album 'Balena'

Giovedì 11 Dicembre 2014 16:48 Isabella Pugliese
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Wild Love, piccola etichetta indipendente italiana, ci comunica che la versione digitale del nuovo disco dei Mashrooms, "rock orchestra" siciliana attiva da 14 anni, è disponibile già da alcuni giorni per l'ascolto.

Alle spalle del quintetto già 3 album e tanta attività live in Europa.

Nel 2003 l'esordio "Welcome To Spackentown" prodotto da Agostino Tilotta (Uzeda, Bellini), poi "The Ginko" uscito per Zahr records, dietro al mixer John Congleton ex The Paper Chase e nel 2011 l'album omonimo con Sacha Tilotta(Three Second Kiss).

"Balena" è il nuovo lavoro, registrato e mixato da David Lenci, è uscito in Vinile e versione digitale il 1 Dicembre con il supporto di altre due etichette, la romana New Sonic Records e una piccola label francese Pied De Biche Records.

Camaleontici nella sostanza, i Mashrooms sono il nome/garanzia da affiancare ad altre band nel percorso di rinascita del rock italiano, nella fattispecie in quello che proviene dalla calda Sicilia, regione che da anni produce ottimi gruppi appartenenti alla scena musicale indipendente (Uzeda, Suzanne’Silver, Jerica’s, Tapso II, Twig Infection, Tellaro...).

Con “Balena”, i Mashrooms si rivelano nuovamente capaci di aprirsi a sonorità nuove, ampliando notevolmente il loro raggio di azione.

In una veste più cupa e d’altri tempi, il quintetto rimane fedele al rock, che ha da sempre contraddistinto la loro musica fin dagli inizi.

Dal ritmo trascinante e innovativo,“Balena” non può che essere un’ennesima abile prova del gruppo siciliano.

Con la sola voce dei loro strumenti, tappeto di una contaminazione tra generi post-rock e venature pop, i Mashrooms sanno come coinvolgere l’ascoltatore, destabilizzandolo emotivamente e incanalandolo su una miriade di piani sequenza artistico/temporale, lasciandolo preda di un vortice di colori, sensazioni e odori.

Alternando inglese e italiano, i nove pezzi dell’album sono evocativi del mondo attuale: vorticoso, instabile, incasinato, che fa paura, che rende apatici e insicuri.

Inizialmente all’ascoltatore non rimane altro che farsi prendere da questo giro di rumori e suoni psichedelici, come vittima di qualcosa che prende vita inaspettatamente e di cui non ha la forza di respingere.

Batteria, violini, chitarre però costruiscono via via uno spazio rocambolesco di suoni, volto a tentare la mente umana all’azione, all’uscire allo scoperto e ad alzarsi in piedi, per urlare a gran voce ciò che è giusto e sbagliato.

L’intero mondo appare come capovolto, reduce di uno stravolgimento naturale e inevitabile ma capace di risollevarsi con la sola forza della musica.

Attraverso questo nuovo lavoro, l’indie-noise-post rock “sotto il sole siciliano” prende forme più ambigue e oscure che vanno a insinuarsi nelle parti più nascoste dell’animo umano.

Nove tracce pensate come sorta di DEMOCRAZIA del SUONO, un equilibrio tra tradizione e innovazione a dir poco surreale.

Isabella Pugliese/ tirocinante dell'Università degli Studi di Firenze presso DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 15 Dicembre 2014 13:54 )