Se vuoi sapere se un popolo/ è ben governato, e se le sue/ leggi sono buone o cattive,/ esamina la musica che fa; è la citazione di Confucio che Daniele Sanzone inserisce nelle pagine iniziali della sua pubblicazione. Una pubblicazione importante, che sintetizza le esperienze di filosofo e quelle di musicista. Le due anime convivono in Daniele, nato a Napoli nel 1978. Laureato in Filosofia all’Università Federico II di Napoli, è fondatore, autore e voce della rock band ‘A67. Ha vinto premi e addita numerose collaborazioni con musicisti e scrittori come Edoardo Bennato, Teresa De Sio, ‘O Zulù, Mauro Pagani, Raiz, Roberto Saviano, Giancarlo De Cataldo, Valeria Parrella. Scrive o ha scritto per varie riviste e testate anche online. Su il Fatto Quotidiano online cura il blog degli ‘A67. È autore e conduttore del programma Brain Food, su Fanpage.it. Suoi racconti sono presenti nelle antologie: La Ferita (2009), Sulle tracce di Felice Pignataro (2010), Musica contro le mafie (2012) e ha curato le raccolte: Scampia trip (2010) e Naples Power (2012). Questi filoni paralleli, la musica e il pensiero che si interroga, vanno a braccetto e descrivono un'interessante riflessione. Daniele si focalizza sul Sistema della Camorra facendone emergere innanzitutto il sistema culturale di cui un'organizzazione criminale di quel livello si alimenta. Ricordiamo il singolo "A camorra song io", che canta appunto le gesta individuali designandole come succursali della macchina camorristica. La Camorra sono io che mi comporto in un determinato modo, sono io che mi lascio trascinare come in gregge nelle abitudini piatte di standard prefissati. La camorra sono io che non mi interrogo, che non critico. E se anche lo faccio, critico senza distinzioni, banalizzando e riducendo. La riduzione è proprio il risultato che un filosofo deve scongiurare, un essere curioso che sceglie il migliore dei mondi possibili solo dopo averne studiato per bene le variabili. Eppure, anche dopo la scelta, il filosofo lascia sempre le porte aperte, affinchè le critiche possano migliorare ciò da cui partiamo per elaborare un nuovo mondo migliore. Così la possibilità si estende in maniera vertiginosa. Nulla è più scontato.
Il viaggio di Daniele è nella storia della musica e della criminalità organizzata campana degli ultimi quarant’anni, arricchito dalle interviste ad artisti e operatori culturali di ieri e di oggi, tra cui ‘O Zulù dei 99 Posse, Raiz degli Almamegretta, Caparezza, Edoardo Bennato, Teresa De Sio, Dario Fo. Un lavoro che pone una domanda all’intera società napoletana: se la sceneggiata di Pino Mauro e Mario Merola, così come certa musica neomelodica, spesso ha cantato la camorra, perché invece la “musica impegnata” non ha mai preso posizione contro? Sembrano emergere due cose, fondamentalmente: che chi critica o assimila le ingiustizie del Sistema camorra a qualsiasi altro Sistema, quindi la critica si fa generale e indistinta, oppure non si fa nemmeno più caso alle anomalie che un Sistema presenta, tanto ne siamo assorbiti. Camorra Sound aggiunge un nuovo tassello all’annosa discussione sul rapporto musica-camorra, con la speranza di aprire un sano dibattito su un argomento che periodicamente scandalizza e suscita l’indignazione dell’opinione pubblica.

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