Paolo Nori viaggia l'Italia dei no

Domenica 27 Aprile 2014 19:49 Marco Ranaldi
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Quando Paolo Nori decide di costellare di stelle scritte l'universo definitissimo della letteratura italiana di narrazione, cerca di non pesare con i contenuti sociali o politici o altro. Ecco quindi che, dopo una serie di riflessioni semi serie sull'Italia, Parma, Bologna e Vasco, si ferma a pensare, fra una banda del formaggio ed Auschwitz, che forse, l'Italia non è proprio un paese per intelligenti ma anzi, non lo è proprio, per qualche verso. Ecco, detto in sintesi noresca, la logica di un motore immobile si sbizzarisce in 217 pagine per un editore così poco trendt come Chiarelettere in un libello, libretto, libro che s'intitola (ed è solo nella sua memoria pervasa da note di amaranto e di tute blu) Mo mama. Da chi vogliamo essere governati? Olè quindi, il giro di volta o di boa attende la storia di una persona che si pone due domande due e arriva a raccontare la propria narrazione, la storia della sua storia attraverso un epilessia di fondo che arriva a sfondare di risate il cranio che cerca una soluzione logica, morale, intelligente in un paese che non si sà, veramente da che parte stà. o stava. Ecco quindi che il paradosso di Paolo Nori è proprio in tutto ciò che si può afferrare comprendendo il tempo in cui si muove, in una balbuzie da dissidente e in uno scorcio di lontana Padania che ci ha un pò stufati per tutti quanti, tanti ancora detti e non detti fatti di mortadella e di lambrusco. Ecco, Paolo Nori e il suo No Mama è tutto qui! Forse.

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