Vandana Shiva: Povertà e Globalizzazione

Giovedì 31 Maggio 2012 18:14
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Shiva Verdana ha incontrato la gente di Terra Futura a Firenze ed ha parlato dei problemi della Terra. Una donna simbolo della critica al capitale e che con i suoi scritti introduce ai pericoli della globalizzazione. Nel suo saggio Povertà e globalizzazione affianca la povertà del terzo mondo agli effetti devastanti derivanti dalla globalizzazione.
Vandana Shiva sostiene che l'uso massiccio di monocolture, pur garantendo rese agricole altera gli equilibri del territorio e costringe ad usare dosi massicce di pesticidi, i quali provocano la sparizione di insetti che sono indispensabili per l'impollinazione delle piante (ad esempio api e farfalle).
Nel suo libro "le guerre dell'acqua", critica l'utilizzo improprio delle riserve di acqua, le quali, invece di essere utilizzate a fini civili dalla popolazione, vengono sfruttate fino all'esaurimento per la coltivazione da parte di alcune aziende di piante idrovore (canna da zucchero e l'eucalipto), sottolinea anche come gli OGM utilizzati durante la "Rivoluzione Verde" indiana, forniti dagli Stati Uniti che desideravano così allontanare l'India da possibili influenze sovietiche, hanno causato una forte perdita di fertilità del suolo a causa dei concimi chimici necessari alla crescita delle piante che hanno fortemente salinizzato il terreno.
Secondo la Shiva, la ricchezza di specie animali e vegetali presenti nel territorio è minacciata, soprattutto in campo agricolo, dalle multinazionali che incoraggiano i contadini a coltivare raccolti ad "alto rendimento" ( impiantando monocolture) che portano alla scomparsa di varietà tradizionali e denuncia "le vacche sacre e mucche pazze" come causa della scomparsa delle razze locali a causa dell'allevamento intensivo delle mucche e quello dei gamberetti.

Denuncia i metodi delle coltivazioni delle aziende multinazionali sementiere che propongono ai contadini di usare semi transemici (che determinano dipendenza), fertilizzanti chimici e pesticidi tossici, che poi si rivelano troppo costosi per gli agricoltori. Le nuove colture ibride tenderebbero infatti a essere più sensibili agli attacchi dei parassiti.

Shiva sostiene che i semi, non si adattano più alle condizioni locali e richiedono sempre più investimenti in sostanze chimiche e irrigazioni continue. In questo modo i contadini si impoveriscono a vantaggio delle aziende di sementi, perché alla lunga i maggiori introiti non coprono le maggiori spese ma portano centinaia di coltivatori indiani, all' indebitamento e al suicidio. 

Secondo Vandana Shiva i brevetti di varietà agricole ibride consentono alle multinazionali del settore agricolo di appropriarsi di saperi millenari ed espropriare progressivamente i contadini del loro sapere. Ultima e più importante la Legge non protegge i consumatori e  il livello legislativo non è sufficiente a garantire una protezione a coloro i quali gli OGM contaminano i campi. E si può arrivare anche al ridicolo caso successo in America: il proprietario danneggiato dalla presenza di piante OGM nel proprio terreno ha dovuto pagare un cospicuo risarcimento alla multinazionale proprietaria del brevetto che si è sentita danneggiata.

Archivio DEApress/foto  di Roberto Liardo

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 01 Giugno 2012 09:07 )