Il sorriso gentile di un cantore dell'antico amore

Lunedì 12 Giugno 2023 22:39 Marco Ranaldi
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Se c'è una lacrima che scappa  in questo giorno, va spesa per una persona talmente bella da aver distrutto la sua stessa bellezza con un nichilismo eccezionale. Quella sua incredibile canzone del passato che ripeteva in ogni film rappresentava per Francesco Nuti una profonda e dolce amarezza. Come nessuno seppe narrare uno spigolo dell'animo umano con tanta e tale leggerezza da non avere eguali. In tutti i suoi film compreso l'ultimo da porta aperta al futuro, Nuti sapeva trarre il percorso di un tempo che era tutto il suo. Quando girò Il Signor Quindicipalle la forza di rinnovare un linguaggio lo prese talmente tanto da far rimandare per tante volte l'uscita della pellicola. E soprattutto Nuti aveva quella dolce ed infantile speranza che un giorno le lacrime si potessero  trasformare in fiumi di dolce immanenza. Eppure nella sua non lunghissima vita Nuti seppe tragicamente trasferire tante sue parti in un film incredibile come Occhio Pinocchio che fu la sua personale Bastogne. Da li dove profuse tanta anima, non ne uscì più. Ci rimase dentro fino alla fine, fino alla rovinosa caduta che lo portò a vedere il mondo da occhi talmente mobili che il corpo non reggeva. Per non dimenticare Caruso, zero in condotta è la forza del cambiamento di una persona che aveva sempre cercato una dimensione altra alla propria vita frustante e forse infelice. Ed oggi, nel giorno della caduta degli Dei, Francesco Nuti ha parlato da lontano come non faceva da tanto tempo. Lasciandoci tutte quelle parole non dette che dettano al cuore più profondo una forza di amore impagabile e innegabile. Come lui nessuno più.

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