Lina Wertmuller - Oscar alla carriera

Mercoledì 05 Giugno 2019 15:41 Erika Lapini
Stampa

Oscar alla carriera alla regista italiana Lina Wertmüller

Lina_Wertmüller_1989.jpg

Lina Wertmüller (Roma, 14 agosto 1928) all'anagrafe risulta Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich, regista e sceneggiatrice cinematografica, riceverà un Oscar alla carriera, annunciato dall’Accademy of Motion Picture Arts & Science, insieme al regista David Lynch e gli attori Wes Studi e Greena Davis. Il riconoscimento sarà consegnato il 27 ottobre durante l’Annual Governors Awards dell’Accademy.

La regista, amata anche all’estero, nella sua lunga e creativa carriera ha dato un impronta con uno sguardo al femminile, determinante per il cinema (soprattutto degli anni Settanta). Come sottolinea la giuria dell’Accademy, il premio è orientato a valorizzare le donne del periodo storico rappresentato.

Determinata e di forte personalità, a soli diciasette anni, si iscrive all’Accademia Teatrale diretta da Pietro Sharof e da subito mostra il suo talento sia nel mondo della televisione che della radio. Esordito nel mondo del cinema come aiuto regista di Fellini e sceneggiatrice con altre regie. Collabora alla regia di Sergio Sollima "Città violenta" (1970) e "Quando le donne avevano la coda" con la regia di Pasuquale Festa Campanile, sempre con la stessa collaborazione (1972) c'è "Quando le donne persero la coda", con Franco Zeffirelli "Fratello sole, sorella luna" e "Nessuno deve sapere" regia di Mario Landi, nel 1973 è il turno di "Cari genitori" assieme alla regia di Enrico Maria Salerno e nel 1977 "Wich Way is Up?".

Esordisce come regista, nel 1963, con "I basilischi", nel 1965 "Questa volta parliamo di uomini" e nella seconda metà degli anni Sessanta presenta sul grande schermo "Rita la zanzara" (1966), l'anno successivo "Non stuzzicare la zanzara", a distanza di un anno, come co-regia di Piero Cristofani, presenta "Il mio corpo per un poker". Dal 1972 nasce la collaborazione con l'attore Giancarlo Giannini e Monica Vitti. Bellissimi: "Mimi metallurgico ferito nell'onore", "Film d'amore e d'anarchia" (1973), un anno dopo propone "Tutto a posto e niente in ordine" e "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto", nel 1975 offre al pubblico il capolavoro "Pasqualino Settebellezze", nel 1978 "La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia". Il 1978 è l'anno di "Fatto di sague fra due uomni per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici", nel 1983 "Scherzo del destino in agguato dietro l'anolo come un brigante da strada", nel 1984 "Sotto...sotto... strapazzato da un'anomala passione", nel 1985 "Un complicato intrigo di donne, vincoli e delitti", nel 1986 "Notte d'estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico", "In una note di chiaro di luna"(1989). Apre gli anni Novanta con "Sabato, domenica e lunedì" e nel 1992 "Io speriamo che me la cavo", nel 1996 dirige "Ninfa plebea" e "Metameccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica", chiudendo il decennio con "Ferdinando e Carolina", nfine nel 2004 "Peperoni ripieni e pesci in faccia".

Oltre alla regia di film di successo, fra le varie attività - nel 1998 - si cimentata nel doppiaggio del personaggio di nonna Fa, nel film d'animazione della Disney "Mulan". Dirige anche una serie TV "Il giornalino di Gian Burrasca" (1981) composto da otto episodi, nello stesso anno un'alro film Tv "E' una domenica sera di novembre". Otto anni dopo "Il decimo clandestino" e "Bari, episodio del documentario", nel 1993 "Vivaldi", episodio del documentario "L'encyclodédie audio-visuelle". Più recentemente nel 2001 "Francesca e Nunziata" e nel 2009 "Mannaggia alla miseria" e ultimamente il cortometraggio documentaristico "Roma, Napoli, Venezia... in un crescendo rossignano".

Ha ottenuto una gloriosa carriera, tra cinema, tv e scrittura, costellata da premi, Sono imperdibili i suoi capolavori come: “Mimi Metallurgico” (1972),  ricordiamo che fu la prima donna in concorso a Cannes nel 1977 con uno dei suoi più celebri film “Pasqualino Settebellezze”, inoltre è stata candidata al Golden Globe e quattro candidature all’Oscar.

Si è affermata anche come scrittrice con: "Essere o avere. Ma per essere devo avere la testa di Alvise su un piatto d'argento" nel 1981, "Iris e lo sceicco, ovvero Sceicchi e femministe, ovvero Storia d'evasione d'oriente" pubblicato nel 1988, nel 1990 "Avrei voluto uno zio esibizionista", poi il 1992 è il momento di "Alì Baba e il destino del giocatore spericolato e spesso baro", nel 2006 "Arcangela Felice Assuna Job Wermuller von Elgg Espanol von Brauchich cioè Lina Wertmuller" e nel 2012 "Tutto a posto e tutto in ordine".

Oggi che ha raggiunto novant’anni è ancora sulla cresta dell’onda e finalmente riceverà il riconoscimento alla carriera che merita.

Share

Ultimo aggiornamento ( Sabato 08 Giugno 2019 09:05 )