Il cinema che non c'é

Mercoledì 02 Maggio 2012 17:33 Silvana Grippi
Stampa

Il cinema che non c’è: dichiarazione d’intenti

A cura di Rino

Poiché “il cinema sembra aver perso il potere d’infrangere l’indifferenza e la stupidità, la volgarità e il finto ottimismo che invadono ogni forma di comunicazione assoggettata al mercato”, tutti faremo leva su quella particolare comprensione di cui ogni individuo ha costantemente bisogno:  la condivisione sociale dei sogni fatti ad occhi aperti  nei quali si capisce molto di più di chi sogna solo di notte.

Saremo, quindi esentati , da apocalittici fantasy, da affreschi di magia nera, da foschi medievalismi, da piccoli e grandi brividi, saremo affascinati, invece, da miraggi fragili come cristalli e taglienti come spade.

Allora, umiliando la superbia dei potenti ed esaltando la semplicità degli umili, in questa congrega di fissati per la settima arte e la decima musa, il cinema, ci riprenderemo di volta in volta la parola e la libertà.

In sintesi e in piena anarchia, il catalogo è questo:

 

Tutti i venerdì alla DEAcine

11 maggio - I due mondi di Charlie: Ralph Neeson  (USA 1968, c., 106’)

18 maggio - Elvira Madigan: Bo Widerberg  (Svezia 1967, c., 84’)

25 maggio - L’imperatore del Nord: Robert Aldrich  (USA 1973, c., 118’)

 1 giugno - La morte corre sul fiume: Charles Laughton  (USA 1955, b/n, 84’)

Settembre/Ottobre/Novembre

Mano pericolosa: Samuel Fuller  (USA 1953, b/n, 83’)

Detour: Edgar J. Ulmer  (USA 1946, b/n, 65’)

L’occhio che uccide: Michael Powell (GB 1960, c., 109’)

Il corridoio della paura: Samuel Fuller  (USA 1963, b/n, 101’)

Sangue blu: Robert Hamer  (GB 1949, b/n, 104’)

El Cochecito: Marco Ferreri  (Spagna, 1960)

Il coltello nell’acqua: Roman Polanski  (Polonia 1962, b/n, 94’)

Il collezionista: William Wyler  (USA 1965, c., 119’)

 

Cinefolli di tutto il mondo, riunitevi!

Share

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 09 Maggio 2012 13:04 )