Intervista a Massimo Materassi
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"In ogni racconto c'è sempre qualcosa di autobiografico. Non si può scrivere in profondità senza che il retaggio delle nostre esperienze, delle parti che la nostra vita ci ha regalato non siano coinvolte e presenti in ciò che scriviamo. In questo romanzo c'è una gran parte di fantasia e una gran parte di verità vissuta. Poi ci sono le riflessioni. Davanti all'ultimo miglio della vita credo sia necessario guardarsi indietro e poi guardare in avanti per quanto le due prospettive siano profondamente diverse anche comeÂÂ proiezione del tempo vissuto confrontato con quello che resta da vivere. Tuttavia solo leggendo con accuratezza il nostro passato si può intravedere anche ciò che abbiamo davanti e considerarlo nn come la fine di qualcosa ma come la logica continuazione di quello che è stato, il suo naturale sviluppo purché lo si sappia correttamente interpretare. Allora, forse potremmo capire che la vita continua fino all'ultimo secondo senza che quell'intervallo, quell'anticamera della morte che noi identifichiamo col nome di vecchiaia costituisca l'anticipazione della morte stessa." (dalla sinossi del suo libro)
(fai click sull'immagine per far partire il video)
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