Nella suggestiva Villa Bardini in questi giorni troviamo la mostra delle foto Locchi degli anni ‘50-’60-’70. Sarà possibile visitarla dal 7 maggio al 18 ottobre 2026. Foto in bianco e nero che raccontano una storia fatta di viaggi, ricordi e speranze per il futuro.
L’archivio Locchi presenta 150 fotografie che parlano di cronaca cittadina, di Arte e sport in una società che in quel periodo vive di cultura. Queste immagini rappresentano la memoria della vita della città di Firenze.
L’esposizione è promossa da Fondazione CR Firenze e dall’archivio Foto Locchi, la mostra è a cura di Giovanna Uzzani.
Essa ci narra di una Firenze degli anni ‘50 in cui emerge un periodo mondano e ottimista, successivamente nel ‘60 si ricorda l’alluvione e durante gli anni ‘70 si vede una città più riflessiva e concettuale dove la fiaba fiorentina si sfuma in una nuova complessità urbana e culturale.
La mostra si snoda in dieci sezioni tematiche, si comincia dal dopoguerra fino ad arrivare al Made in Italy, passando dall’alluvione e dalle mobilitazioni operaie.
L’atmosfera che si respira a Villa Bardini è magica, dalla terrazza si può vedere tutta la città nel suo splendore. E nelle sale interne la mostra è suddivisa benissimo. Una volta entrati nelle stanze troviamo a darci il benvenuto un divanetto davanti ad un maxischermo che ci riassume il tema della mostra. Entriamo dopo nel primo ambiente e vediamo la commemorazione dei fratelli Rosselli martiri della guerra, si continua con Giorgio La Pira nel salone del Cinquecento e Don Milani con i ragazzi della comunità di Barbiana nel 1956.
Nella sala successiva troviamo una serie di fotografie artistiche che fanno vedere la vita comune degli abitanti della città. Nella prima immagine troviamo un uomo a Santa Trinita (figura 1) e successivamente la straordinaria nevicata del 1 febbraio 1956 (figura 2) per finire l’inaugurazione del ponte di Santa Trinita restaurato successivamente alla guerra (figura 3).
Nello spazio dopo abbiamo una serie di immagini che rappresentano il rinascere di Firenze nel dopoguerra, pittori che dipingono i restauri cittadini e artisti che lavorano nel loro studio, fino ad arrivare alle grandi installazioni presenti nella nostra amata città.
Nella stanza successiva ci sono i grandi nomi della storia, quali Sophia Loren con Mario Bellini alla presenza del Presidente del Senato Cesare Marzagora alla mostra dell’antiquariato o ancora l’architetto Frank Lloyd Wrihght che arriva a palazzo Strozzi per l’inaugurazione della sua mostra nel giugno del 1951, ci sono tantissimi altri nomi della storia che hanno visitato la nostra cittadina tipo Alberto Sordi, Anita Ekberg e Anthony Steel, anche se forse la foto messa più in rilievo è quella di Monica Vitti e Anna Magnani che si abbracciano nei camerini del teatro della Pergola.
Altra immagine che corre all’occhio è quella della preoccupazione dei fiorentini accorsi al Piazzale Michelangelo per vedere l’Arno in piena il 5 novembre 1966 (figura 4) a ancora il fiume in piena in via Strozzi (figura 5) o via Pietrapiana travolta dall’alluvione (figura 6) e per finire gli Angeli del Fango venuti da tutta Italia per soccorrere la città ferita.
Abbiamo poi la camera riservata a quei personaggi che hanno fatto la storia, nomi illustri quali Louise Armstrong che si esibisce al Grand Hotel o ancora Maria Callas i personaggi del palinsesto televisivo tipo Pippo Baudo con Giorgio Gaber o un giovanissimo Gianni Morandi e tantissimi altri artisti che ricordiamo con un groppo alla gola.
Arriviamo infine nella camera che preferisco, quella del Made in Italy dove un giovane ma non troppo Salvatore Ferragamo fece la storia della moda italiana con una precisione che va al millimetro nella famosa foto in cui misura il suo “Sandalo d’oro” (figura 7) ma abbiamo anche la rassegna delle meravigliose sfilate di moda dell’epoca che sono mille volte meglio degli abiti di alta moda che troviamo ora sulle passerelle del mondo intero, anche l’amata Audrey Hepburn fa parte del mondo della moda e la troviamo in via Tornabuoni.
Ed è qui sulla meravigliosa via dell’imponente voga del momento che si conclude la nostra mostra ed il sogno fiorentino torna ad essere il nostro mondo di tutti i giorni, fatto di magnifiche immagini che portiamo nel cuore e nel ricordo e fanno parte del nostro vivere quotidiano, camminando per le vie della città dove artisti di fama mondiale sono passati prima di noi, questo perché Firenze è e rimarrà per sempre la magica città che è.
(Figura 1)
(Figura 2)
(Figura 3)
(Figura 4)
(Figura 5)
(Figura 6)
(Figura 7)
| Share |
| Succ. > |
|---|
