Patrizia De Benedictis: dentro il romanzo “Veleno nel cuore”

Mercoledì 29 Aprile 2026 17:09 Silvio Terenzi
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Patrizia De Benedictis
“Veleno nel cuore”

Copertina - Veleno nel cuore - Patrizia De Benedictis

Tra le pieghe di una città che non fa sconti e dentro le crepe di esistenze sospese tra caduta e riscatto: eccolo il nuovo racconto di Patrizia De Benedictis. Si intitola ;“Veleno nel cuore”... muovendosi con passo irregolare tra ironia e ferita, dove il diritto incontra l’imprevedibilità del quotidiano. Ci troviamo dentro il fadcino di Bari Vecchia, in questo teatro vivo e contraddittorio, la giustizia non è solo una questione di legge... è tanto di più, è denso di radici umane...

Domanda inevitabile direi: che rapporto hai con l’ironia?
Mi piace. L’ironia è come un aroma: esalta il sapore della narrazione, addolcisce le note drammatiche senza alterarne il retrogusto amaro, e rende più corposi i concetti. Talvolta può essere piccante come un peperoncino, ma io preferisco usarla nei toni più blandi.

-E quale invece con il “cambiamento”? Che spesso serve anche solo un cambiamento estetico...
Non sono particolarmente interessata al cambiamento estetico, a meno che non sia conseguente a un cambiamento interiore. Se è inteso come crescita, come evoluzione o anche come involuzione di un personaggio, trovo che sia un ingrediente essenziale nella scrittura, e mi impegno sempre al massimo per riuscire a tratteggiarlo con efficacia. Non lo trovo un esercizio facile, e non so se mi riesce bene.

Perché Bari… perché uno scenario così “contraddittorio”? Forse proprio per questo…?
Penso che gli scenari contraddittori esistano un po’ ovunque, non penso che Bari faccia eccezione. Comunque l’ho scelta come ambientazione dei miei romanzi perché ci vivo da sempre ed è qui che affondano le mie radici. La conoscenza profonda dei luoghi e della gente, rende la narrazione molto più credibile e mi consente di condire le storie che racconto di emozioni e sentimenti con cui mi trovo in perfetta sintonia.

E qui chiamo in causa il concetto di difesa… che ci si divide sempre tra una verità oggettiva e una personale… tu da che parte stai?
Dalla parte della verità personale, ovvio. A me piace scrivere romanzi, non saggi o articoli di giornale.

A chiusa: esiste una dimensione privata di questo romanzo? Una dimensione dentro cui stiamo parlando di te piuttosto che di semplice invenzione?
Un po’ sì. La narrazione di Tiziana in prima persona non è casuale. “Veleno nel cuore” in realtà è un seguito. Il prequel, “Canzoni nel buio” (edito Bookabook), racconta una storia molto più intimista e presenta alcuni tratti autobiografici. Con “Veleno nel cuore” c’è una netta virata verso la fiction, è una prosecuzione fantasiosa della vita di Tiziana in cui i fatti sono inventati, ma i tratteggi della sua personalità conservano qualcosa di vero.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 29 Aprile 2026 17:20 )