io e cencio . Introduzione DEL LIBRO DI GATTESCHI
Simone Fierucci
Una mattina di Settembre del 2021 presso la località Fontensanta, sulle colline sopra Firenze nel Comune di Bagno a Ripoli, si stava tenendo la giornata di commemorazione della Brigata partigiana V. Sinigaglia. Come ogni anno i parenti dei partigiani, gli abitanti della zona , varie sezioni Anpi e Firenze Antifascista rendono omaggio alla Brigata in un fine settimana in cui si alternano canti, testimonianze e camminate lungo i sentieri che i combattenti Antifascisti percorsero verso la battaglia finale per Firenze. Fu appunto nella mattina della domenica che io e la fotografa Silvana Grippi, aspettando che si svolgesse il pranzo, ci mettemmo a parlare tra i tavoli su le lotte antifasciste antecedenti alla lotta partigiana. Ci stava ascoltando con interesse Pierluigi Gatteschi, iscritto della sezione Anpi di Rignano sull’Arno (FI) grande amante della storia contemporanea e memoria storica dei movimenti antifascisti del periodo 1920-1922. Pierluigi, sentendo che io e Silvana citavamo gli Arditi del Popolo, ci “informa “ che giovane studente universitario a Roma ( lui è originario di Bolzano ), nel 1976 aveva intervistato Vincenzo “Cencio” Baldazzi, uno dei fondatori degli Arditi del Popolo ! Intervista e testimonianza che lui inserì nella sua tesi di laurea. Negli anni 70’ non c’erano molti testi che parlavano del movimento degli Arditi del Popolo, di Cencio Baldazzi, Argo Secondari, Guido Picelli e delle battaglie di Roma, Sarzana, Parma e Bari; quest’ultima guidata dal futuro dirigente della C. G. I. L. Giuseppe Di Vittorio. Ci spiegò , ci raccontò Pierluigi, delle sue incursioni all’Archivio di Stato, nelle Biblioteche e negli archivi di giornali, e anche testimonianze romane su quegli anni che andavano dal 1919 al 1922 e con la finale ciliegina sulla torta dell’intervista al Baldazzi. Un lavoro faticoso e meraviglioso.
Non so come ma io e Silvana pensammo subito che questo lavoro non poteva restare solo un pezzo della vita di Pierluigi : dovevamo tentare di farci un libro, una pubblicazione di un giovane studente romano che aveva scelto di negli anni 70’ di dare una tesi di laurea su un periodo storico che già stava perdendosi nelle nebbie della memoria. Avevamo un dubbio: al contrario di quel periodo, metà -fine anni 70’, ad oggi esistono molte e valide pubblicazioni di testi sugli Arditi del Popolo ( per citarne solo alcune : di Valerio Gentili “ Dal nulla sorgeremo”, “Roma Combattente”di Marco Rossi “Arditi non gendarmi” BFS edizioni o il testo su Argo Secondari di Eros Francescangeli per la Odradek edizioni e tanti altri ) e quindi non volevamo fare un altra “copia” di una vicenda ormai conosciuta. Ma invece l’idea che un giovane laureando romano degli anni 70’ che si mette sulle tracce degli A.d.P ci convinse di provarci. E poi sopratutto l’intervista a “Cencio” Baldazzi , forse una delle ultime da lui rilasciate e non ad un giornalista di professione, ci convinse ancora di più nel rendere pubblica questa storia, e decidere , come Deapress di Firenze, di metterla tra le nostre più “ strambe” ( nel senso di nascita del lavoro) pubblicazioni di nicchia.
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