Oggi ho voglia di parlare di pittori ed artisti che ho conosciuto nei miei 150 presunti anni di vita (64) in Firenze. Ho avuto anche la fortuna di conoscere personaggi già noti, alcuni addirittura famosi nel circondario murario fiorentino.
Silvio Loffredo, chiamato anche il professor Silvio o il Battisterico, di origine francese ed insegnante di francese cosi si diceva, era una persona umile, semplice, taciturna, parlava poco e quando parlava, diceva solo argomenti essenziali e pratici, non il superfluo. Aveva le sopracciglia folte alla Breznev. Viveva in un piccolo appartamento in piazza San Giovanni (piazza Duomo) e la sua finestra era di fronte al battistero di Firenze. Quanti turisti avrebbero pagato "dollaroni" per avere un soggiorno suite con quella vista.
La proprietà della casa è di Montedomini, Opere del Bigallo, che lui o chicchessia pagavano regolarmente l'affitto, non eccessivo o speculativo. Battisterico perché c'è stato un momento del pittore Silvio Loffredo che dipingeva solo il battistero, in tutte le salse. Forme, tratti e colori diversi, ma sempre il Battistero.
Era ( Loffredo) anche il padre spirituale artistico dei vecchi pittori fiorentini. Io lo conoscevo bene: in via dell'Agnolo, la sera veniva sempre con il solito gruppetto di amici, Lampadina, Luciano, Robert ecc ecc. Venivano a desinare da Terzilio "per pagare poco". La storia di Loffredo è molto semplice. Lui doveva dipingere quello che voleva e mettere la sua firma. E consegnava in forma esclusiva le sue opere al famoso gallerista Pananti in piazza Santa Croce. Pananti lo ripagava secondo gli accordi tra loro. Non credo scritto. Ma tutto è possibile. PA., faceva avere al maestro tutto quello che voleva, tutto, tutto, tranne il liquido denaro. Aveva una casa in campagna (Loffredo) una al mare, in versilia, e tutto il vestiario. Ma per mangiare Loffredo preferiva andare con il gruppetto di amici spiantati come Luciano o Lampadina. Ance se, Pananti, solo a lui, Loffredo, avrebbe anche tutti i giorni pagato pranzo e cena da Sabatini o Pinchiorri. Ma Silvio amava il gruppetto di amici che erano piccoli faccendieri di quadri di pittori morti o vivi, come Vinicio Berti, o Alinari ed altri. Sotto banco Loffredo faceva un piccolo quadro per loro che vendevano al mercato nero ad insaputa di Pananti. Ora Pananti (Galleria) non c'è più in Santa Croce, ha affittato ad altri l'intera palazzina, ma c'è in via Maggio con altra palazzina tutta sua con una grande galleria d'arte antica e moderna. È il classico giochino dello strozzino, ufficialmente tutto bene e tutti felici, uno si arricchisce e l'altro rimane semplice persona. Ho poi saputo che questo giochino è stato fatto anche ad un artista in Porta Romana.
La proprietà della casa è di Montedomini, Opere del Bigallo, che lui o chicchessia pagavano regolarmente l'affitto, non eccessivo o speculativo. Battisterico perché c'è stato un momento del pittore Silvio Loffredo che dipingeva solo il battistero, in tutte le salse. Forme, tratti e colori diversi, ma sempre il Battistero.
Era ( Loffredo) anche il padre spirituale artistico dei vecchi pittori fiorentini. Io lo conoscevo bene: in via dell'Agnolo, la sera veniva sempre con il solito gruppetto di amici, Lampadina, Luciano, Robert ecc ecc. Venivano a desinare da Terzilio "per pagare poco". La storia di Loffredo è molto semplice. Lui doveva dipingere quello che voleva e mettere la sua firma. E consegnava in forma esclusiva le sue opere al famoso gallerista Pananti in piazza Santa Croce. Pananti lo ripagava secondo gli accordi tra loro. Non credo scritto. Ma tutto è possibile. PA., faceva avere al maestro tutto quello che voleva, tutto, tutto, tranne il liquido denaro. Aveva una casa in campagna (Loffredo) una al mare, in versilia, e tutto il vestiario. Ma per mangiare Loffredo preferiva andare con il gruppetto di amici spiantati come Luciano o Lampadina. Ance se, Pananti, solo a lui, Loffredo, avrebbe anche tutti i giorni pagato pranzo e cena da Sabatini o Pinchiorri. Ma Silvio amava il gruppetto di amici che erano piccoli faccendieri di quadri di pittori morti o vivi, come Vinicio Berti, o Alinari ed altri. Sotto banco Loffredo faceva un piccolo quadro per loro che vendevano al mercato nero ad insaputa di Pananti. Ora Pananti (Galleria) non c'è più in Santa Croce, ha affittato ad altri l'intera palazzina, ma c'è in via Maggio con altra palazzina tutta sua con una grande galleria d'arte antica e moderna. È il classico giochino dello strozzino, ufficialmente tutto bene e tutti felici, uno si arricchisce e l'altro rimane semplice persona. Ho poi saputo che questo giochino è stato fatto anche ad un artista in Porta Romana.
Ho conosciuto il Migliorini, un pittore anziano, sono stato da lui tre volte con la mia amica Mieko Komatsu, giapponese, che ha fatto anche un servizio fotografico. In via Condotta 10 ultimo piano, finestra dello studio frontale a Palazzo Vecchio con vista di tutta la torre dell' Arnolfo. Lui, Migliorini aveva 90 anni, persona semplice e pittura semplice. Tutta la sua vita è stata come un orologio svizzero. Quadri su tela o tavolozza semplice. Addirittura c'era un certo Romoletto, personaggio famoso in Firenze, che copiava le sue tele, quasi sempre uguali, e le vendeva per pochi spiccioli (a una manciata di denaro).
E ho conosciuto molto bene Alfio Rapisardi. Lui toscano fiorentino ma dal nome sembra Catania, Alfio è stato un vero artista, in tutto,..Eclettico, bizzarro, folle, fulgido, imprevedibile, nel suo comportamento umano, nella sua arte piu contenuto in un circondario delimitato. In poche parole un bel artista figurativo, angelico platonico, bei colori e belli volti alla Duccio Boninsegna o pittori fiamminghi con volti di donne occhi schiacciati e nasino affusolati. Lui ha macinato tanto e anche furbescamente, ha avuto un apice, quando un americano si è presentato. Gli ha offerto di poter valorizzare i suoi quadri in USA a 10 volte quello che faceva in Italia. Alfio non era uno stupido o che facilmente si poteva manipolare. Disse ",..va bene proviamo!" In Florida, Miami, Miami beach, tutte gallery di lusso dove comprano i milionari americani in vacanza. Alfio arriva in America con molti quadri, trasporto boxes, dopo pochi giorni, il management americano, comincia a dire ad Alfio, tutto okay. Ora si fa così, così, così! Alfio: "reapeat again? I'don't understand? ...." bla bla.. E Alfio "Bye bye bye, americano".
Riprese in mezz'ora tutto, e fece caricare sull' aereo i suoi quadri, destinazione casa, dolce casa ( Firenze).
Dentro la sala Café Rivoire c'erano le sue grandi tele di cavalli imbizzarriti, ora dopo la sua morte, perché era anche un Boemiano, con modelle giovani era sempre da Gilli Rivoire, ora i suoi quadri sono in cantina.
Il suo studio era in Borgo Sant' Apostoli, ci sono stato in diversi momenti, per me quello Studio è più bello che dello Stibbert.
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
