Oggi vorrei proporre un articolo che non sia incentrato sulla mera cronaca - anche se di cronaca tratterà - bensì sulla nascita, in particolare quella di un essere umano.
Lungi da fare distinzioni, entro il regno animale, sbilanciate sulla persona, posso però affermare che siamo stati abituati alla nascita come partecipanti ad un evento speciale, quasi miracoloso; e questa enfasi s'è accentuata in età contemporanea, paradossalmente, giacché gli aumenti vertiginosi di nascite, almeno nei Paesi più poveri, è palese quanto documentata.
Un'altra specificazione vorrei farla per quelle persone che vedono una creatura del loro stesso sangue venire al mondo: non sto parlando dei genitori, ma dei nonni.
Purtroppo io non posso più attingere dalla loro esperienza, nonché bontà che esprimevano tutte le volte che vedevano me e mio fratello. Posso però cercare di riprodurre i loro insegnamenti: in questo modo vivranno per sempre.
Quindi sento "rimorso", sia per non aver ricambiato l'enorme affetto che mi davano, sia perfino di averli trattati, alcune volte, con sufficienza, da stupido ragazzo qual ero. Oggi posso fare più riflessioni e quindi analizzare il passato per recuperare il presente.
E il presente, sia quello dal punto di vista gerarchicamente superiore - i nonni, sia quello inferiore - i loro infanti nipoti, è quello che più conta, divenendo addirittura fondamentale, proprio perché non durerà per sempre.
Perciò a te, nipote della mia amica Silvana, auguro di passare più tempo possibile insieme a Lei, attingendone esperienza e bontà d'animo.
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