
NEGLI OCCHI DEI BAMBINI
E’ negli occhi dei bambini che si riflette il nostro fallimento per la brutalità di una guerra che li coinvolge, li vittimizza, li proietta in una dimensione di inesplicabile dolore; perché i bambini hanno bisogno di stabilità e sicurezza, devono potere contare su punti fermi e su abitudini che infondano serenità e permettano loro di crescere felici, immersi nell’affetto di chi sta loro intorno per potere diventare gli uomini di domani.
Come puoi spiegare a un bambino che bisogna ripararsi dagli attacchi di qualcuno che si vuole appropriare della nostra terra e delle nostre case, che vuole decidere delle nostre vite e ci costringe in situazioni di una durezza tale da non trovare giustificazione nemmeno per gli adulti?
Come raccontare loro che è arrivato il momento di dovere abbandonare le proprie case e rifugiarsi nei corridoio della metropolitana dove partorire una nuova vita, dovere lasciare la serenità della propria dimora e della propria stanza, quella scatola magica dell’infanzia dove sognare di essere pirati e cavalieri, principesse e ballerine, e rinunciare a tutto questo per farsi trascinare in un mondo sconosciuto e violento dal quale guardarsi le spalle e cercare di salvarsi la pelle, abbandonare il conosciuto per avventurarsi dentro un mondo nuovo, un nuovo paese, nuove lingue e nuove abitudini che saranno presagi di smarrimento e di paura?
Come spiegare ai bambini la crudeltà della guerra e raccontare loro che i padri e i fratelli più grandi, quelli che sono usciti di casa quella mattina e hanno nascosto le lacrime dentro abbracci così forti da fare male, forse non torneranno più perché sono andati a combattere per la libertà del proprio paese e che quella libertà la pagheranno con la vita?
Cosa diventeranno da grandi, questi bambini nel giorno in cui capiranno il perché di tanta sofferenza di quei giorni lontani, e rivivranno la paura di un tempo lontano che tornerà ogni volta che la mente ritroverà immagini di una vita antica che ha lasciato segni di dolore indelebili nell’anima?
Odieranno, questi bambini, impareranno a odiare il nemico e alimenteranno quel rancore che porterà a nuovi desideri di distruzione, per sanare le vecchie ferite e fare pace con la storia, e racconteranno ai loro figli queste storie di ingiustizia che porterà a nuovo odio.
Perché non si può raccontare una guerra ai bambini, e non si può spiegare loro le nostre crudeltà: come potrebbero capire che, per soddisfare gli interessi di pochi, non ci facciamo nessuno scrupolo a distruggere le vite di molti?
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