Chasmha: gli occhi raccontano

Martedì 28 Settembre 2021 08:42 Silvana Grippi
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Chasmha: gli occhi raccontano  di Silvana Grippi

Questi scatti fotografici si raccontano da soli: donne incontrate per caso durante un viaggio in Iran,contadine, commesse, signore di città, giovani coppie si sono fatte conoscere. Attraverso un’osservazione attenta delle immagini si può cogliere l’essenza di gente comune che, incontrata per caso, ha aperto con fiducia il cuore raccontandomi le proprie storie segrete.

Questo viaggio in Iran ha fatto conoscereaspetti e marginalità sconosciute ma anche orizzonti inaspettati e, i dialoghi, soprattutto, con espressioni mimiche mi hanno unito a tante personalità, donne di tutte le regioni geografiche. Ho avuto modo di approfondire anche alcuni dei tratti più nascosti della condizione femminile che spesso sfuggono ad un primo approccio.

Coltivano le arti ma la loro condizione di subalternità non lascia molto spazio alla trasgressione. Sentimenti ed emozioni nelle giovaniabitano e palpitano sotto il velo.

La situazione attuale ha origine dall’evento sicuramente più influente della storia moderna dell’Iran:la rivoluzione islamica del 1979 di Khomeini, che fece capitolare la dinastia dei Pahlavi e orientare lo Stato – ai tempi dello Scià filoccidentale – verso una repubblica islamica con tutte le sue diversità, contraddizioni e cambiamenti soprattutto per le giovani donne.

Ho incontrato donne di ogni tipo, ragazze alla moda che con dignità portano il loro chador o lo hijab, che lasciano trasparire la trasgressiva voglia di indossare abiti, mostrare i bellissimi occhi truccati e i capelli ondulati.

Questi fotogrammi rimandano ai ricordi di un passato recente, alla dignità persiana che ancora oggi si racconta nell’architettura pre-islamica e attraverso profili, dettagli e sguardi delle persone fotografate.

A partire dalla capitale Teheran fino ai piccoli paesi sperduti nelle campagne le famiglieci hanno accolto e ospitato offrendo una cosa di inestimabile valore: la conoscenza e la semplicità del quotidiano.

Mi sono diretta verso sud a Isfahan con una coppia, che non aveva ancora fatto il viaggio di nozze, e riuscendo così a vedere la città dei propri sogni (chiamata la Firenze persiana), il viaggio è poi proseguito per Yazd e infine Shiraz,dove abbiamo avuto la possibilità di dormine in campeggi pre-organizzati

Percorsi non usuali che tagliano in due l’Iran passando per alcune delle città artisticamente più importanti, come Isfahan, o custodi della tradizione letteraria, quale Shiraz, la patria del poeta Hafez, considerato dagli iraniani come il Dante persiano.

Lungo questo itinerario ho quindi avuto modo di deviare dalle grandi vie turistiche andando nei luoghi che affascinavano gli occhi: ho potuto incontrare molte persone che ancora mi emoziona ricordare quando guardo l’immagine che mi sono portata in Italia, quando a distanza di anni torno a guardare i volti delle donne iraniane e vi leggo il bisogno di testimoniare la loro esistenza, la grazia della loro bellezza.

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