Olmo Losca scrive:
È stato ritrovato, dopo cinque giorni di ricerche febbrili in alta Val Camonica, il corpo di un ragazzo di 33 anni. È morto per le ferite riportate dopo una caduta in un crepaccio di diverse centinaia di metri.
Quando ho letto il nome sul giornale mi sembrava familiare. Lo avevo già sentito, così ho fatto una breve ricerca e ho capito subito il perché di quella familiarità.
Domenico Carrara era un poeta. Uno di quei poeti invisibili al grande pubblico. Non era uno di quei nomi blasonati, altisonanti e ripetitivi che la televisione ci "insegna" a riconoscere come poeti o poete. Ma era un vero poeta.
La sua sensibilità la si toccava immediatamente leggendo i suoi versi in prosa. Nel mondo della poesia, fuori dai riflettori omologati, era considerato un poeta sociale e della natura. Amava profondamente le montagne e proprio quell'amore lo ha portato via da noi.
Mancherà, come mancano sempre i poeti e le poete che scrivono fuori dal coro. E vorrei ricordarlo con dei suoi bellissimi versi:
Vorrei avere gli occhi
di tutti gli schiacciati
dei cacciati dagli altri
dei mai adeguati
dei fraintesi e degli offesi
dei privati di riposo
dei morti d’indifferenza
o d’arroganza o fretta
Vorrei avere quegli occhi
sbarrati e un pò randagi
farne quasi una bandiera
la speranza di un riscatto
non in un mondo a venire
ma nei giorni che cammino
quelli che scappano di mano
quelli che appena sfioriamo.
(Domenico Carrara)
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