
Un elogio alla follia “La Pazza gioia”, ultimo film di uno dei migliori registi italiani. Con due co-protagoniste, Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, che stregano.
Uno sguardo alle malattie mentali, senza esasperazioni, con la consapevolezza che ci separa un sottile argine dall’essere dichiarati tutti matti, per manie, pensieri ossessivi, difficoltà inespresse. Infatti l’empatia è immediatamente fortissima con entrambi i personaggi, seppur diversissimi: Beatrice (Bruni Tedeschi) è un vulcano inarrestabile, con uno spirito grandeur per origini nobili e per vissuto tra i potenti, mentre Donatella è cupa, chiusa nello sforzo di dominare la mente, dolorosa per un passato difficilissimo che si è tatuata addosso.
Si incontrano nell’istituto Villa Biondi (un casale toscano che in esterno è un luogo di delizia, e che negli interni diventa metaforicamente claustrofobico) al quale vengono affidate per le terapie; Beatrice è immediatamente attirata da Donatella, all’inizio come “oggetto” nuovo su cui riversarsi con invadenza, poi incuriosita da un dolore che le risulta dapprima incomprensibile, e che percepisce profondissimo. Donatella sembra sorda a qualunque interazione, ma un giorno si ritrovano lontane dagli altri durante una gita collettiva e Beatrice trascina via Donatella, in un viaggio a tratti comico, a tratti drammatico, verso i loro fantasmi che risulteranno più feroci di loro, che affronteranno e dai quali si difenderanno con forza reciproca.
I dialoghi hanno momenti esilaranti, grazie a Beatrice che parla ininterrottamente (rispetto a Donatella che avrebbe solo poche domande) e resta memorabile “Ma non puoi usare un taccuino per scrivere le tue cosine, invece di tatuartele addosso?”
Davvero grandiose, una con la vaghezza allegra di Marylin Monroe e l’altra con la drammaticità di Anna Magnani, non permettono mai che si riesca a distrarsi da loro. La regia è perfetta, la fotografia impeccabile, insomma un film che merita davvero di essere visto.
Io sono già pronta alla pioggia di premi che, sono certa, arriverà. Meritatissima.
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