
"Una pagina bianca è una poesia nascosa"
Si chiama Ivan Tresoldi, il poeta che scrive sui muri: ha scritto versi per le strade di Milano dal 2001 al 2014, si definisce "poeta di strada" ed è finito sul banco degli imputati per imbrattamento. Le sue "opere" situate in diverse zone della città sono circa una ventina. L'autore autodenunciandosi ha mostrato al giudice le foto dei suoi interventi sui muri cittadini.
Il caso giudiziario nasce da una scritta comparsa sul muro di fronte alla Biblioteca Bicocca che ha portato un gruppo di guardie ecologiche a sporgere denuncia. Interrogato dalla polizia locale, Ivan ha sostenuto di "agire sempre dopo avere condiviso le sue intenzioni con gli abitanti della zona" prescelta.nascosta". Durante l'interrogatorio ha rivendicato la sua opera di artista: "Io non deturpo lo spazio pubblico, le mie vernici sono ad acqua e le opere si cancellano col tempo". Sono poesie molto brevi, forse solamente pensieri ispirati dallla ribellinone verso una società che massifica la poesia rendendola leggibile solo sulla carta, a volte si tratta di una sola strofa ma per il poeta sono eventi culturali.
Sono tantissimi gli "artisti di muro": poeti - sono, addirittura, nati Movimenti che prima di affiggerle hanno numerato le poesie scritte su fogli A4 e poi incollati - writer con pennello o bomboletta e altri vari scrittori di cose illeggibili. Questi ribelli, se fermati, sono pronti a pagare multe altrissime, si autodefiniscono artisti, io li chiamo "Artisti di muro" differenziandoli dagli "artisti di strada".
Il comune di appartenenza si difende accusandoli di degradare la città e foreggiando la nascita di varie associazioni che come gli "Angeli del bello" che diventano la controparte di chi imbratta senza permesso. In ogni citttà c'è una guerra in atto tra il comune che li definisce deturpatori del bene pubblico ma che poi li utilizza per i propri scopi propagandistici, inserendoli in "riserve indiane" utili al turismo, come è stato fatto con i "madonnari" e gli "artisti di strada" (pittori con cavalletto, musicisti, mimi, saltimbanchi ed altro) che partecipano addirittura a bandi pubblici e pagano il suolo pubblico a centimetri, così possono accogliere le elemosie, che vengono sottratti con la quota fissa per l'uso del "metroquadro" .

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