Trump e il linguaggio

Martedì 28 Febbraio 2017 12:04 Stefania Parmigiano
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Risultati immagini per trump immaginiNEW YORK - Il linguaggio di Trump ha un che di infantile, di capriccioso. Oggi dice che il New York Times ha intenti diabolici e dice bugie. L'attacco continuo ai media più che una denuncia sembra lo scontento di un ragazzino che non viene accontentato. Non esita a recriminare, fino a escludere dai briefing giornali come il NYT e emittenti come la CNN, faccenda gravissima in un stato democratico, faccenda che non si era mai vista prima. Ma non si era mai visto neanche definire "una stronzata" la teoria comprovata del riscaldamento globale, non si era mai visto (magari anche solo per salvare la faccia, beninteso) un presidente che attacca tutte le donne intelligenti che gli capitano sul percorso, e sostenere che le molestie e violenze sessuali sono la logica conseguenza della vicinanza di uomini e donne; bisognerebbe tenerlo legato al cospetto di una donna, visto che le sue "intemperanze" sono state svariate decine, come ha riportato il "luciferino" NYT durante la campagna elettorale, e magari mettergli pure il bavaglio, per la volgarità e la misoginia con cui ne parla. Qualche problema deve averlo, se definì disgustosa un'avvocatessa che chiese una pausa in un processo per allattare il figlio. Ma i problemi sono parecchi, se consideriamo i messicani "cattivi", i musulmani pericolosi (se non sono ricchi), gli attori sopravvalutati, internet bloccato in alcune aree, ecc.
Di fatto, ci distrae da domande più serie che si riferiscono al vero lavoro che il Presidente degli Stati Uniti d'America dovrebbe fare, e che fa mentre ci distrae.
Farebbe bene a tutti tornare a parlare di politica, di economia, di rapporti con l'estero, perché sarà più utile all'informazione e agli Stati Uniti sapere bene cosa fa, più che elencare ciò che dice a ruota libera un miliardario abituato a prendersi quello che vuole, senza remore.

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