Esercizi di storia recente

Venerdì 06 Dicembre 2013 14:31 Silvana Grippi
Stampa

Centro di Documentazione DEApress Firenze, Sabato 30 novembre ha organizzato una serie di incontri con ospiti. Microfono free. Coordinatori dell'iniziativa Silvana Grippi e Maurizio Lampronti. Primo  inconto con Barbara Balzerani su: “Rivoli di una ferita sociale ancora aperta". Ospite alla discussione: Pasquale Abatangelo.
Maurizio Lampronti ha introdotto la discussione parlando della storia rencente e del percorso avviato dalla sinistra fin dal 1969. Stimolanti le domande che hanno innescato il dibattito.

Il video dell'incontro è in preparazione...

Barbara Balzerani, ha parlato della sua vita ed ha raccontato dei primi anni di lotta nel movimento studentesco romano (anni settanta), quindi la sua adesione a Potere operaio e poi alle Brigate Rosse. Fu arrestata nel 1985, dopo una lunga latitanza ed ha  scontato ventuno anni di carcere speciale fino alla sua scarcerazione a fine pena avvenuta nel 2010. 

Sono stati presentati i libri:  “Compagna luna” (1998), “Perché io, perché non tu” (2009), “Cronaca di un’attesa” (2011).

“Compagna luna“ è l’esordio editoriale di Barbara Balzerani  - “…  La fotografia di uno stato di solitudine per la scomparsa di un mondo di relazioni. Lo smarrimento per la perdita di un orientamento in un territorio diventato estraneo. Il tentativo di riconnettere una storia collettiva attraverso le diverse stagioni di un’esistenza. Un giro di catena liberata dalla forza scardinante domande pesanti come magli. Avevo tra le mani una storia ridotta a brandelli, piegata alla lettura della resa dei conti dopo la rivolta degli anni Settanta. Come raccontarla? I fatti, i percome e i perché di una pattuglia di scampati, zittiti dal coro cortigiano del vincitore. E, come sempre nelle sconfitte, incomparabili la ragioni del conflitto di fronte al potere che da sempre si amnistia da sé. Una partita truccata …”

 “Perché io, perché non tu” è un libro denso e intenso che fa economia di parole per esprimere il senso di scelte che hanno trasformato una vita, molte vite, la vita stessa di un paese. E insieme un dolore, sempre in bilico tra fatti pubblici e sentimenti privati, nutrito da una lunga e dura carcerazione speciale. Poi i primi passi incerti, le prime parole balbettate, i primi sguardi allucinati in una libertà costantemente vigilata, e ricattata.

 “Cronaca di un’ attesa” racconta l’ultimo anno trascorso dall’autrice in libertà condizionale prima del fine pena. Quando il tempo si può cominciare a contare  a mesi, dopo i decenni passati tra clandestinità e galera, cambia lo sguardo e la prospettiva. Come vivere un tempo sospeso di una vigilia sullo stipite di una soglia che dà su un paesaggio sconosciuto, invitante e sfuggente. I giorni passano con estenuante lentezza, come se tutto si fosse fermato, come se la vita immaginata nei lunghi anni alle spalle mostrasse il conto delle sue illusorie promesse.

Hanno detto di lei:

Erri De Luca “Il corpo di Barbara Balzerani è esperto in ombra. I molti anni di clandestinità e poi quelli sepolti nei carceri speciali fanno di lei un cassetto chiuso dal quale escono lentamente fogli tolti al segreto”.

Rossana Rossanda “Non a tutto si rimedia, non tutto si cicatrizza. Nella specie di carcere allargato in cui vive, Barbara sa che non le saranno mai più abituali gli spazi e i tempi delle persone normali, che le è negato  un senso da dare a un domani che non possiede. Per averli bisognava dunque arrendersi, darsi all’arrancata individuale, chiudere gli occhi, tacere? Il libro “Compagna luna” ha il grande merito di far parlare ciascuno di noi per come ha visto quegli anni”.

Lidia Campagnano “Questo libro, intessuto di parole e sentimenti che rispettano i sentimenti , il primo sulle Br che leggo fino in fondo, è stato per me una passione, una resuscitata passione del capirsi”

 

Domenico Starnone “E’ un libro che vi toglie subito il respiro, perché ha il merito di iniettare verità in ogni parola, come succede quando la necessità di avere voce si fonda anche sul dono di saper dare spessore letterario all’io e agli altri pronomi che l’io sfaccettano, facendone la storia. Leggiamo e ci ricordiamo con vergogna, con nostalgia, che siamo stati diversi”.

Share

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 04 Dicembre 2015 12:13 )